giovedì 19 gennaio | 22:36
pubblicato il 22/lug/2011 05:10

Trasporti/ Stop a treni metro e bus, città a rischio caos

Alle 21 iniziato sciopero treni. Da stamane autobus tram e metro

Trasporti/ Stop a treni metro e bus, città a rischio caos

Roma, 22 lug. (askanews) - Città e stazioni a rischio caos: dalle 21 di ieri è scattato lo sciopero di 24 ore del trasporto ferroviario mentre da stamattina toccherà ad autobus, metro e tram. Ieri si erano fermati i servizi extraurbani. L'agitazione proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast è "a sostegno della vertenza per la sottoscrizione del nuovo contratto della Mobilità". Durante l'astensione degli addetti al trasporto ferroviario ed alle attività connesse, saranno garantiti i servizi minimi indispensabili pari a 6 ore di servizio completo in due fasce (6-9; 18-21), oltre ai treni a lunga percorrenza inseriti nell'orario Trenitalia nell'arco dell'intera durata dello sciopero. Per quanto riguarda le principali città, le modalità saranno le seguenti: Roma dalle 8.30 alle 17.30 e dalle 20 a fine servizio; Milano dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio; Napoli dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio; Venezia-Mestre dalle 9 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; Genova dalle 9,30 alle 17 e dalle 21 a termine servizio; Bologna (giovedì 21 luglio) dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; Bari 8.30 - 12.30 e dalle 15.30 a fine servizio; Palermo dalle 8.30 alle 17.30; Cagliari dalle 9.30 alle 12.45, dalle 14.45 alle 18.30 e dalle 20 alla fine del servizio. Lo sciopero, riferiscono i sindacati, "si è reso necessario in considerazione del grave stato di tensione tra i lavoratori conseguente al mancato pagamento degli aumenti contrattuali relativi agli anni 2009-2010 e alla mancata soluzione contrattuale, la cui responsabilità è da ascrivere alle posizioni di chiusura datoriale. Nonostante gli impegni assunti dal governo anche in sede di confronto con le Regioni - spiegano le varie sigle - le problematiche riferite al contratto della mobilità sono rimaste irrisolte e anche la richiesta di incontro inoltrata al presidente del Consiglio da parte dei segretari generali delle confederazioni non ha avuto alcun seguito".

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