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pubblicato il 17/dic/2013 11:18

Torino: omicidio-suicidio in carcere, morti secondino e ispettore

Torino: omicidio-suicidio in carcere, morti secondino e ispettore

(ASCA) - Roma, 17 dic - E' morto al Cto di Torino, dove era stato trasferito d'urgenza, Giuseppe Capitano, l'agente 47enne di Polizia penitenziaria che questa mattina, nel bar interno al carcere torinese Lo Russo Cotugno, ha ucciso l'ispettore addetto alla sezione di Polizia giudiziaria, Melis Giampaolo, e si e' poi sparato con la stessa pistola d'ordinanza. Lo ha confermato, contattato telefonicamente, Donato Capece, segretario generale del sindacato di categoria, Sappe, il primo a diffondere la notizia della tragedia che inquadra nelle ''generali condizioni di stress e tensione che si vivono in carcere''.

''Alle 8 del mattino circa - ha ricostruito Capece - Capitano, prima di assumere servizio, si e' recato al bar interno dove ha incontrato l'ispettore 52enne chiedendogli: 'Cosa mi combinate tu e il comandante?'. Dopodiche' - prosegue il racconto del sindacalista - gli ha puntato la pistola contro, sparandogli due colpi, uno all'addome e uno alla testa, uccidendolo immediatamente. A quel punto si e' rivolto la pistola alla gola e si e' sparato: e' morto al Cto di Torino dove era stato trasferito d'urgenza''.

Secondo quanto indicato da Capece, la domanda pronunciata dal secondino prima del folle gesto ''potrebbe spiegarsi con il fatto che sospettasse dell'attivazione di un provvedimento disciplinare o di una particolare indagine nei suoi confronti''. In tale ambito, ''non sappiamo se tali sospetti fossero fondati, se abbia commesso cose particolarmente gravi nell'esercizio della sua professione'', ha precisato il segretario generale del Sappe in riferimento al collega autore dell'omicidio-sucidio.

''Certo e' - ha evidenziato Capece - che quanto accaduto dimostra lo stato di tensione che si vive in carcere e dello stress legato al carico di lavoro. Almeno - precisa il sindacalista - questa e' la lettura che diamo noi dell'evento, altrimenti non si spiegherebbe come uno possa perdere il controllo in questo modo: in tanti vengono redarguiti o colpiti da provvedimenti disciplinari, senza arrivare a queste reazioni. Anche perche' - ha concluso Capece - tra i due non vi erano stati mai precedenti, mai nessun tipo di alterco''.

stt/mau

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