martedì 24 gennaio | 04:08
pubblicato il 09/gen/2014 18:15

Terrorismo: morto Roberto Sandalo, pentito di prima linea

(ASCA) - Torino, 9 gen 2014 - E' morto a Parma dove stava scontando una condanna a nove anni per le bombe anti islam Roberto Sandalo, torinese, 56 anni ex terrorista di Prima Linea, uno dei principali pentiti di terrorismo assieme a Patrizio Peci. A quanto si e' appreso Sandalo e' morto per cause naturali.

Con le sue rivelazioni raccolte dai magistrati Maurizio Laudi e Giancarlo Caselli nella caserma di Cambiano dopo il suo arresto nell'aprile del 1980, contribui' a smantellare Prima Linea, organizzazione che per numero di morti provocati, 16, fu seconda soltanto alle Brigate Rosse.

Studente del liceo scientifico Galileo Ferraris, il Galfer, fucina di militanti per Lotta Continua negli anni Settanta, Roby il pazzo, come veniva chiamato il giovane Sandalo per la sua indole violenta, venne persino allontanato dall'organizzazione dell'estrema sinistra guidata allora in citta' da Stefano della Casa, oggi importante esperto cinematografico, per i suoi eccessi. Siamo alla vigilia del '77 e come Sandalo molti ex del servizio d'ordine di Lotta Continua, scioltasi poco tempo prima a Rimini proprio per le infiltrazioni terroristiche che cominciavano a maturare tra i suoi militanti, confluiscono in 'Prima Linea, a cominciare dall'amico e bibliotecario del Galfer Marco Donat Cattin, figlio del leader democristiano Carlo Donat Cattin. Sandalo, divenuto ''il comandante Franco'', mettera' a segno una lunga sequenza di attentati nella sua citta' tra cui l'omicidio dell'ingegnere Fiat Carlo Ghiglieno, del vigile urbano Bartolomeo Mana, del barista Carmine Civitate nel cui locale erano morti in una sparatoria con la polizia due terroristi di Prima Linea, Matteo Caggegi e Barbara Azzaroni.

Con le sue rivelazioni azzera Prima Linea mandando in carcere 165 aderenti all'organizzazione terroristica. Viene condannato a 11 anni e sette mesi, ne scontera' con i benefici soltanto 2 e mezzo. Rivela anche particolari dell'attentato torinese all'Angelo Azzurro dove muore bruciato un giovane avventore Roberto Crescenzio, e per il quale viene coinvolto proprio Steve della Casa. I suoi particolari sull'attivita' terroristica di Marco Donat Cattin e sulla sua fuga in Francia metteranno in forte difficolta' l'allora ministro dell'interno Francesco Cossiga. Dovra' rifarsi i lineamenti del volto per rientrare in societa'.

Cambia anche il nome in Roberto Severini. Nel 1985 e' missionario laico con i bambini in Kenia, poi fa l'agente immobiliare. Negli anni Novanta si avvicina ad ambienti della Lega Nord. La sua vecchia identita' viene pero' scoperta dal parlamentare leghista Mario Borghezio che lo fa espellere. Il passato violento riaffiora costantemente. Nel 2008 viene arrestato per una serie di attentati a centri culturali musulmani e moschee.

eg/res

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