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pubblicato il 28/nov/2013 11:00

Terrorismo: Icsa, nell'ultimo anno cresciuto il numero delle vittime

Terrorismo: Icsa, nell'ultimo anno cresciuto il numero delle vittime

(ASCA) - Roma, 28 nov - L'analisi dei dati per anno mostra che, dal 1993 ad oggi, per quanto riguarda gli attentati terroristici di matrice jihadista, dopo il picco registrato nel periodo compreso tra l'11 settembre 2006 ed il 10 settembre 2007 (5.570 vittime), nell'ultimo quadriennio, si registrano 3.635 vittime nel periodo 2009-2010; 2.323 nel periodo 2010-2011, 2.655 nel periodo 2011-2012 e 3.122 vittime nel periodo 2012-2013. Quindi, con un incremento di vittime nell'ultimo anno. Lo rileva il ''Rapporto sul terrorismo internazionale di matrice jihadista. Il modello italiano di prevenzione e contrasto'', curato e realizzato dalla Fondazione Icsa e presentato oggi a Roma.

Disaggregando ulteriormente il dato e facendo riferimento al periodo compreso tra l'11 settembre 2012 ed il 10 settembre 2013, i Paesi dove si e' registrato il maggior numero di vittime sono nell'ordine Irak (1.481), Pakistan (745) e Siria (400). Un dato che, sottolinea il Rapporto Icsa, conferma la crescente centralita' del teatro siriano-irakeno. Per quanto riguarda il Pakistan, dopo il forte decremento di vittime negli anni 2011-2012 (con 355 vittime), si evidenzia una attuale recrudescenza del fenomeno terroristico (745 vittime, piu' del doppio rispetto al periodo precedente). Un trend significativamente decrescente si evidenzia, invece, nel teatro afghano dove si sono registrate 339 vittime negli anni 2010-2011, 296 nel periodo nel 2011-2012, e, infine, di 132 vittime nel periodo 2012-2013.

Sempre per quanto riguarda gli attentati terroristici con piu' di 15 vittime, il Rapporto sottolinea che anche la Cina ha registrato 47 vittime nell'corso degli ultimi due anni. Le cosiddette 'Primavere arabe', con il crollo di regimi che comunque garantivano un contenimento efficace dei gruppi terroristici, si fa notare dallo studio dell'Icsa, sta facendo si' che nuovi santuari del terrorismo jihadista si stiano ''affacciando e radicandosi sulle sponde del Mediterraneo trovando, nella forte turbolenza creata dalle varie crisi regionali, favorevoli opportunita' di rilancio ed espansione del proprio progetto di emirati locali e di califfato mondiale.

L'area sub-sahariana, quindi, e' la preoccupata conclusione dello studio, ''registra fattori di minaccia comuni a quella magrebina, lungo una fascia che attraversa il continente in senso longitudinale, dal Senegal al Golfo di Guinea, al Corno d'Africa, e che trova senza dubbio in Nigeria e nell'area di confine tra Kenya e Somalia le regioni a piu' forte criticita'''.

In questo senso si parla di ''situazione estremamente preoccupante in una vastissima area, ove - si nota - si sta realizzando una saldatura non solo ideologica ma permeata anche da interessi economico-criminali tra le diverse formazioni jihadiste, con la creazione di veri e propri santuari del terrorismo''.

gc/

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