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pubblicato il 28/ago/2013 18:36

Terremoti: Protezione civile e Ingv, media diffondano messaggi corretti

Terremoti: Protezione civile e Ingv, media diffondano messaggi corretti

(ASCA) - Roma, 28 ago - In una nota congiunta la Protezione civile e l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) invitano i media, ''quando si parla di terremoto'', a diffondere ''un messaggio corretto e chiaro al pubblico senza cadere negli eccessi di rassicurazione, da una parte, o allarmismo, dall'altra''.

''In questi giorni - scrivono le due istituzioni - a seguito degli eventi sismici che, in varie zone d'Italia, sono stati avvertiti dalla popolazione, sono stati pubblicati numerosi articoli e mandati in onda diversi servizi televisivi. In alcuni casi, gli interventi di esperti scientifici sull'andamento e le possibili evoluzioni delle sequenze sismiche sono stati interpretati in modo da poter indurre i cittadini ad abbassare il livello di attenzione in un territorio - nel caso specifico la zona di Gubbio - esposto a rischio sismico''.

''Quasi tutto il territorio italiano - sottolinea il comunicato - e' caratterizzato da faglie attive e in grado di produrre terremoti. Le sequenze sismiche iniziano e dopo un tempo, piu' o meno lungo, finiscono; a volte, pero', hanno delle riprese e, nel complesso, si possono protrarre per mesi o anni. In alcuni casi, poi, possono essere associate a terremoti forti. Anche ora, in diverse zone d'Italia, sono in corso sequenze che hanno picchi e periodi di relativa quiete: come questi varino, aumentando o diminuendo d'intensita' e frequenza, e', al momento, argomento di studio e ricerca che l'Ingv affronta quotidianamente nel suo lavoro''.

In tale contesto, ''e' quindi fondamentale che l'intero sistema di protezione civile - di cui anche gli organi di informazione fanno parte - affronti con equilibrio i temi legati al rischio sismico, senza cadere negli eccessi di rassicurazione, da una parte, o allarmismo, dall'altra''. Gli esperti osservano, dunque, come ''ad esempio l'aggettivo 'naturale' o 'normale', utilizzato talvolta per descrivere l'evoluzione di una sequenza sismica, non va inteso come un'indicazione di un fenomeno che si e' concluso: sarebbe 'normale' anche una ripresa dell'attivita' con scosse altrettanto o piu' forti di quelle gia' avvenute''. Per queste ragioni ''come dipartimento della Protezione civile e Ingv chiediamo la collaborazione di tutte le redazioni affinche', quando si parla di terremoto, sia fornito un messaggio corretto e chiaro al pubblico, prestando la dovuta attenzione anche al significato dei termini utilizzati''.

''Come si sa - prosegue la nota - il primo passo verso la riduzione del rischio passa attraverso una popolazione consapevole: occorre premunirsi poiche' i terremoti, anche forti, possono avvenire in gran parte del territorio italiano in ogni momento e senza preavviso'', concludono Protezione civile e Ingv.

red-stt/sam/bra

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