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pubblicato il 18/mag/2013 18:06

Terra Futura: Agenzie stampa e Ong, giornalisti i nuovi bersagli

Terra Futura: Agenzie stampa e Ong, giornalisti i nuovi bersagli

(ASCA) - Firenze, 17 mag - I giornalisti sono sempre piu' legati ai social media, e la loro sovraesposizione nei recenti conflitti in Medio Oriente e della Primavera Araba, ne ha fatto i bersagli privilegiati della repressione da parte di tutti i regimi totalitari e i poteri forti. La loro difesa e' una delle sfide piu' importanti in cui informazione mainstream e societa' civile dovranno convergere. E' l'allarme lanciato a Terra Futura dalle Ong coinvolte nella difesa della liberta' d'espressione, come Cospe e Un Ponte Per, protagoniste oggi a Firenze insieme all'agenzia Asca e IPS del dibattito su ''L'informazione per uno sviluppo equo e sostenibile''.

L'esperienza fatta da Un ponte per in Iraq, nel sostegno di un social network tra i giornalisti e le associazioni che - durante il conflitto e il successivo intervento internazionale - hanno portato la voce dei civili colpiti, invisibili nei media dopo la prima fase del conflitto armato, e' emblematica: ''Come per la Primavera araba, sono stati i blogger, gli attivisti, i giornalisti indipendenti, che sono riusciti a catalizzare l'attenzione dei media sulla loro versione dei fatti -ha raccontato la presidente di Un Ponte Per Martina Pignatti -. Ma l'hanno pagata cara: le azioni urgenti per difenderli, per sostenere le loro famiglie, evitare loro arresti arbitrari come agguati e uccisioni si sono dovute moltiplicare e chiediamo la collaborazione dei media mainstream per proteggerli e far conoscere le loro storie''. La disattenzione dei media ufficiali ''alimenta la diffidenza degli attivisti nei loro confronti - ha sottolineato Anna Maria Donati del Cospe -. Sostenendo, in Tunisia, la radio 3R, o Radio Shabab in Egitto, abbiamo creato degli spazi preziosi in cui generazioni intere non solo hanno potuto raccontare le loro storie e lotte, ma anche dei luoghi fisici in cui si incontrano e ricostruiscono relazioni e progetti che, grazie a nuove collaborazioni anche con i media tradizionali, potranno facilitare la partecipazione e i processi di democratizzazione in corso''.

Il cambiamento dell'informazione, ha ricordato il direttore di Ips Mario Lubetkin '' non e' un problema dei soli giornalisti ma responsabilita' di tutta la societa'.

Riusciremo ad innescare un vero processo di cambiamento se come media aiuteremo i movimenti a fare sintesi sui grandi temi, accompagnando il cambiamento''.

''Il lavoro comune tra agenzie stampa e societa' civile dovra' crescere - ha sottolineato il direttore Asca Gianfranco Astori - quanto piu' cresceranno le dinamiche sociali internazionali. Lo spazio per una cooperazione sempre piu' stretta e positiva e' sempre piu' ampio grazie ai social media, spettera' a tutti noi, insieme, animarlo con contenuti adeguati ad una societa' che sta praticando l'innovazione a tutti i livelli''.

sis/sam/ss

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