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pubblicato il 14/giu/2011 14:41

Teatro/ Occupato il 'Valle' a Roma, Regione Lazio: valorizzarlo

"Serve chiarimento tra Comune e Mibac". Da occupanti un appello

Teatro/ Occupato il 'Valle' a Roma, Regione Lazio: valorizzarlo

Roma, 14 giu. (askanews) - "Un chiarimento tra il Mibac e il Comune di Roma è un passaggio improrogabile, ormai assolutamente necessario e sicuramente punto di partenza per ogni sviluppo di questa vicenda": così l'assessore alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio Fabiana Santini interviene sulla vicenda del teatro Valle di Roma, che stamattina è stato occupato da un centinaio di artisti e lavoratori dello spettacolo dopo che, terminati gli spettacoli monografie di scena del cartellone 2010-2011, la sala è stata chiusa perchè è terminata la gestione dell'Ente Teatrale Italiano, uno tra gli enti considerati 'inutili' e soppressi dall'ultima manovra finanziaria, che ha curato la programmazione della sala romana dal 1955. L'assessore spiega anche che la Regione Lazio ha "già da tempo comunicato al presidente del teatro Franco Scaglia il suo interesse a garantire la valorizzazione dello storico teatro romano". Lo slogan dei lavoratori dello spettacolo, degli attori, compagnie teatrali e collettivi che hanno occupato il Teatro Valle è "Come l'aria, come l'acqua riprendiamoci il Valle" e l'appello per evitare la chiusura della storica struttura è stato già firmato da Andrea Camilleri, Toni Servillo, Ascanio Celestini, Fausto Paravidino, Emma Dante, Filippo Timi, Valerio Mastandrea, Anna Bonaiuto ed Elio Germano "Come cittadini - si legge nell'appello - vogliamo difendere il patrimonio artistico del Paese. Le politiche governative stanno dismettendo una funzione essenziale che la Costituzione Italiana assegna allo Stato: la promozione e la tutela dei Beni Culturali. Come lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell'arte vogliamo essere riconosciuti come interlocutori indispensabili nelle scelte politiche che riguardano il nostro settore, il nostro lavoro, la nostra vita". L'allarme, spiegano, riguarda luoghi "che dovrebbero essere destinati alla creatività e all'innovazione", dal Teatro Valle a CineCittà e che invece "hanno perso negli anni la loro identità fino ad essere completamente smantellati o privatizzati". "Mobilitiamoci - concludono - perché il Teatro Valle venga realmente destinato all'innovazione artistica con un respiro nazionale e internazionale secondo la sua naturale vocazione, attraverso un progetto di assegnazione pubblico, trasparente e partecipato".

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