martedì 17 gennaio | 16:50
pubblicato il 13/lug/2011 18:23

Tav/ Torino, buste con proiettile a redazioni Stampa e CronacaQui

Minacce al sindacalista dell'Ugl polizia Pantanella

Tav/ Torino, buste con proiettile a redazioni Stampa e CronacaQui

Torino, 13 lug. (askanews) - Continuano gli atti di intimidazione per la Torino-Lione. Due buste contenenti un proiettile sono state consegnate questa mattina a Torino alle redazioni dei quotidiani La Stampa e CronacaQui. A quanto si apprende le buste conterrebbero anche un biglietto di minacce nei confronti di Luca Pantanella, vicesegretario nazionale dell'Ugl polizia che all'indomani della 'battaglia' di Chiomonte aveva chiesto di procedere per tentato omicidio contro gli estremisti no Tav. Le buste sono ora all'esame della Digos. "Non ci faremo intimidire", ha subito replicato il leader dell'Ugl Paolo Centrella. Nel giugno scorso, a due cronisti della Stampa era stato impedito un sopralluogo in Valsusa da un gruppo di no Tav. Sono poi almeno mezza dozzina le buste con proiettili recapitate in questi mesi a Torino a esponenti dei partiti e delle istituzioni, segno di una tensione crescente. Intanto il Movimento 5 stelle denuncia la devastazione della roulotte utilizzata come sede distaccata del movimento a Chiomonte. E si affaccia intanto l'ipotesi di utilizzare gli Alpini in Valsusa, circa 150 da affiancare alle forze dell'ordine nel presidio del cantiere per il tunnel geognostico di Chiomonte. "A me non risulta", ha sottolineato questa mattina il presidente dell'Osservatorio Mario Virano, che è stato ascoltato in Comune sul problema del nodo di Torino della opera ferroviaria. Comunque, ha osservato Virano, si tratta di una decisione che spetta al governo. Questa sera alle 21 è previsto un faccia a faccia tra il segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando e i sindaci della Valsusa iscritti al partito, guidati dal presidente della comunita' montana Valsusa-Valsangone Sandro Plano, che appoggiano l'opposizione alla Tav, e che hanno partecipato alla manifestazione del 3 luglio con le fasce tricolore, malgrado il partito si sia schierato in modo netto per il si'. E monta nel Pd la posizione di chi vorrebbe espellere i dissidenti.

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