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pubblicato il 23/ott/2011 05:10

Tav/ Oggi la protesta No Tav, area off limits già da mezzanotte

Ordinanza prefetto restrittiva,organizzatori: no bis scontri Roma

Tav/ Oggi la protesta No Tav, area off limits già da mezzanotte

Roma, 23 ott. (askanews) - E' entrato in vigore da mezzanotte lo stop alla viabilità nella zona circostante il cantiere di Chiomonte della galleria geognostica propedeutica al Tunnel di base della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, secondo quanto deciso con apposita ordinanza dal prefetto di Torino e in vigore fino alle 7 di domani, lunedì 24 ottobre. La decisione è stata presa in vista della discussa manifestazione di protesta preannunciata per oggi in località La Maddalena di Chiomonte dai No Tav, che vogliono tagliare simbolicamente le recinzioni del cantiere ferroviario. Una ordinanza che, hanno rilevato venerdì con irritazione i No Tav, è più restrittiva rispetto alle attese e alla precedente formulazione, che prevedeva il divieto di avvicinarsi entro un chilometro dalle reti del cantiere. Con l'ordinanza emanata venerdì, invece, la nuova zona interdetta arriva fino alle ultime case del paese di Giaglione, sulla strada sterrata che conduce alla baita Clarea e poi alle reti. Il che vuol dire che è stata estesa di circa 2 km rispetto a prima. Inoltre il divieto include tutta la superficie del territorio interessato, sentieri e boschi compresi a Giaglione e Chiomonte che comunque conducano all'area di cantiere definita dalla recinzione, nonchè alle zone recintate retrostanti le aree del museo archeologico e della centrale idroelettrica di Chiomonte. Impedendo, in pratica, tutti gli accessi sia da Giaglione che da Chiomonte che dalla Borgata Ramats. Le forze dell'ordine, circa 1700 uomini, saranno impegnate a controllare in modo capillare l'intera area. Le pesanti restrizioni sono dovute al timore che, come già accaduto a Roma il 15 ottobre scorso, si verifichino delle infiltrazioni di 'violente' nel corteo dei No Tav che, pur sostenendo che la manifestazione sarà un episodio di "disobbedienza civile a volto scoperto, testa alta e mani nude" e garantendo che non ci sarà un "bis" di quanto accaduto a Roma, dopo l'ordinanza si sentono presi in giro. "La situazione - hanno spiegato - è ai limiti della presa in giro istituzionale. E, nel tentativo incauto di dissuadere a manifestare, si ottiene l'effetto opposto: aumentare la tensione, innescando spirali molto pericolose per l'incolumità di tutti i cittadini". Qualche giorno fa, in un appello sul proprio sito, il movimento No Tav ha assicurato che non permetterà che la manifestazione di oggi "si trasformi in altro". Intanto, dalle istituzioni e dai vertici delle forze dell'ordine si moltiplicano gli appelli agli amministratori locali a non prendere parte alla manifestazione e a non lasciare la situazione in mano ai violenti. Il ministro Maroni, ieri da Salerno, ha annunciato che verrà adottato un "sistema" per tenere a "debita distanza, almeno un chilometro, chi vuole manifestare, soprattutto in modo violento". E sempre da Maroni è arrivato un nuovo appello ai cittadini e ai sindaci "perché siano i primi a isolare i violenti e a prenderne le distanze".

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