sabato 25 febbraio | 08:25
pubblicato il 25/feb/2012 18:44

Tav/ Marcia pacifica dei No Tav, che ora temono espropri

E Perino invita i suoi in valle a difendere la baita Clarea

Tav/ Marcia pacifica dei No Tav, che ora temono espropri

Susa (To), 25 feb. (askanews) - Si e' conclusa intorno alle 17.00 la marcia No Tav tra Bussoleno e Susa (Torino), senza i temuti disordini. Susa, dove sorgera' la stazione internazionale dell'alta velocita', e' stata invasa da una folla pacifica di famiglie, anziani e giovani partiti a piedi da Bussoleno, 8 chilometri piu' indietro. Neanche un momento di tensione a rovinare quella che e' stata una sfilata festosa con momenti di musica, per ribadire il proprio no all'alta velocità in Valle Di Susa. In coda al corteo lo striscione di amici e parenti degli arrestati, nell'operazione coordinata dalla procura di Torino, che ha fatto scattare le manette per 26 persone resesi protagoniste di gravi atti di violenza in due manifestazioni dell'estate scorsa. Settantacinquemila per gli organizzatori i partecipanti alla manifestazione, mentre la questura parla di una cifra indicativa intorno alle 12 mila presenze. L'unica cosa certa e' che mentre in piazza Savoia a Susa parlavano Alberto Perino, leader storico del movimento che si oppone alla Torino-Lione, e Sandro Plano, presidente della Comunita' Montana Valsusa e Valsangone, un lungo serpentone di manifestanti stava ancora sfilando sulla statale 25 che collega Bussoleno alla cittadina. Tra i manifestanti anche il metereologo della trasmissione 'Che tempo che fa!', Luca Mercalli, fervente No Tav, che ha espresso soddisfazione per il fatto che la manifestazione e' stata molto partecipata.E' il segno, ha detto "che c'e grande vitalita' e attenzione dei cittadini non solo della Valsusa sui beni comuni". Al corteo anche una delegazione della Fiom di Torino, da sempre vicina al movimento, che questa volta ha potuto contare anche sulla presenza del suo leader Maurizio Landini, che a Susa ha lanciato un appello all'esecutivo Monti affinché si prenda in considerazione "un nuovo modello di sviluppo". E mentre sulla manifestazione si spengono i riflettori, il movimento No Tav pensa gia' a martedi', quando secondo Perino, il cantiere Ltf di Chiomonte dovrebbe essere ampliato. Questa volta si procedera' con gli espropri ai terreni dei No Tav, che pensano già ad una strategia di "resistenza". Ma guai a parlare di espropri con il leader dei No Tav. "Chiamiamo le cose col loro nome. Questa settimana verra' occupata militarmente un'altra area della Maddalena" ha detto Perino. E da Susa ha invitato i militanti alla resistenza, su alla baita Clarea, la baita abusiva, che i No Tav hanno eletto a loro fortino accanto al cantiere di Chiomonte.

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