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pubblicato il 22/set/2012 15:30

Tav/ Luca Abbà sabato prossimo torna alla Baita Clarea

'Ritorno al futuro': giornata pacifica ma determinata

Tav/ Luca Abbà sabato prossimo torna alla Baita Clarea

Roma, 22 set. (askanews) - Tornerà alla Baita Clarea, sotto quel traliccio da cui è caduto sette mesi fa, Luca Abbà, l'esponente del movimento No Tav che il 27 febbraio scorso durante una manifestazione contro la linea dell'Alta velocità Torino-Lione in Val di Susa era rimasto ferito. Il suo ritorno è previsto per sabato prossimo, il 29 settembre, quando il movimento si darà appuntamento al campo sportivo di Giaglione per poi fare una passeggiata verso il cantiere della Clarea. Abbà ha chiesto ail movimento di 'accompagnarlo' in questo suo primo ritorno e il movimento sul proprio sito si dice "ben lieto di raccogliere l'invito di Luca" ad accompagnarlo "sotto il famigerato traliccio. Rilanciamo quindi - spiegano i No Tav - l'appello alla partecipazione a questa giornata, per tornare insieme a Luca in Clarea, a sette mesi dall'incidente causato dalla bestialità e dalla noncuranza dell'apparato militare dispiegato il giorno dello sgombero della baita". "Le mie condizioni fisiche - spiega Abbà in un video sul sito del movimento - che sono in continuo miglioramento mi permettono di indire questa giornata che sarà una occasione per tutti di accompagnarmi, per quelli che da tanto tempo non sono più stati attorno alle recinzioni di questo cantiere. Per me - prosegue - sarà una occasione per superare questo trauma, questo incidente che mi ha cambiato la vita. Ma anche una occasione per dimostrare che il movimento No Tav e la Val di Susa non hanno intenzione di mollare la presa e continueranno nell'opera di denuncia e contrasto di questo cantiere". "La giornata - conclude Abbà - si intitolerà 'Ritorno al futuro', per me e per chi in Clarea non è più tornato in questi mesi. Sarà una giornata a volto scoperto, pacifica ma determinata". Anche i No Tav spiegano che quella del 29 settembre sarà una giornata "per tutti, pacifica ma risoluta nel rivendicare la voglia di esserci e di continuare ad opporsi allo scempio in atto. Sarà ancora un'occasione per dimostrare che non ci faremo intimidire dai tentativi di criminalizzazione e per denunciare l'enormità di un'infrastruttura imposta manu militari al territorio valsusino". Durante la giornata verrà anche posato un menhir in pietra a memoria di tutti "i caduti della resistenza partigiana nelle vallate alpine piemontesi; per contribuire alla costruzione del basamento di questo monumento - spiegano - invitiamo tutti i partecipanti a portare con sé un piccola pietra proveniente dal proprio luogo di abitazione e resistenza per rappresentare idealmente l'unione dei luoghi e delle persone che desiderano un mondo diverso".

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