martedì 17 gennaio | 18:16
pubblicato il 24/ott/2011 05:10

Tav/ Corteo Valsusa, prevale buonsenso di tutti,evitati scontri

I No Tav: "Ma non finisce qui, la battaglia continua"

Tav/ Corteo Valsusa, prevale buonsenso di tutti,evitati scontri

Giaglione (To), 24 ott. (askanews) - Alla fine, ha prevalso il buon senso, da parte di tutti. E quindi tutti contenti. Anche se per i valsusini contrari al tunnel dell'Alta Velocità tra Italia e Francia "non è finita qui, la battaglia continua". "Più che soddisfatti" per l'esito ieri del tanto atteso corteo sui sentieri impervi dei monti della Val di Susa sono i "no Tav", che chiudono una settimana di polemiche, dopo gli incidenti di Roma, e di preoccupazione, per il timore di nuovi scontri, con una manifestazione "di disobbedienza civile e non violenta" che si è svolta come promesso: in maniera "pacifica, a viso scoperto e a mani nude" nonostante l'invasione, alla fine solo simbolica, della "zona rossa", l'area che per l'occasione la Prefettura aveva interdetto all'accesso (e alla caccia). Sono tornati a casa consapevoli del buon lavoro svolto anche le forze dell'ordine, che hanno effettuato centinaia di controlli preventivi, mantenuto il dialogo con i capi del movimento e impedito, senza ricorrere alla forza, l'attacco diretto alla recinzione del cantiere, che era stato annunciato e più volte ribadito, anche ieri, dai manifestanti. "Abbiamo scontentato quelli che pensavano che dovesse finire a botte, quelli che gufavano e che volevano che qualcuno si facesse male", ha detto alla fine del corteo, a poche decine di metri dalla recinzione del cantiere, protetta da numerosi poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa, Alberto Perino, uno dei punti di riferimenti del movimento. Per adesso, ha aggiunto, "abbiamo portato a casa l'obiettivo: possiamo ritenerci più che soddisfatti" perché la zona rossa è stata violata, gli ostacoli sul percorso superati più volte e una rete tagliata. E al popolo No Tav, da cui Perino è molto ascoltato, promette: "Non finisce qui. La partita è lunga ma ce la faremo". Almeno 20mila persone, secondo gli organizzatori, 1.500, secondo la Questura, più verosimilmente 5.000, si erano date appuntamento fin dal mattino a Giaglione, presso il campo di calcio, per partire in corteo alle 11.30. Alla testa del serpentone, che si è snodato in una stradina via via sempre più stretta, fino a diventare un sentiero, si sono inserite ad un certo punto un gruppo di donne, che, cesoie alla mano, hanno tagliato il primo sbarramento costituito da una rete metallica. I carabinieri non hanno opposto resistenza. Poi, i manifestanti hanno proseguito sparpagliati su diversi sentieri verso la baita "no tav" in Val Clarea, a ridosso del cantiere. Infine, la decisione finale: "Obiettivo raggiunto" e dietrofront.

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