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pubblicato il 05/mar/2011 17:30

Stupro piazza di Spagna, la ragazza in lacrime: Era una bugia

Aveva avuto un rapporto occasionale non protetto

Stupro piazza di Spagna, la ragazza in lacrime: Era una bugia

Roma, 5 mar. (askanews) - La violenza sessuale subita per strada a due passi da Piazza di Spagna era una bugia, un'invenzione, per coprire un gioco erotico col fidanzato ma soprattutto dettata dalla paura. Perché quella sera inseguendo o obbedendo a quel gioco la 23enne spagnola aveva avuto un rapporto sessuale occasionale con uno sconosciuto, non protetto, e aveva avuto paura. Tanto da andare al pronto soccorso e dire di essere stata violentata perché i medici si prendessero cura di lei. La ragazza che il 19 febbraio scorso ha denunciato di essere stata stuprata da due sconosciuti è crollata davanti agli inquirenti e agli investigatori della squadra mobile di Roma che le hanno messo di fronte le incongruenze del suo racconto. Ha rivelato tutto il suo imbarazzo, ha pianto. "A fronte delle contestazioni che le sono state mosse - si limita a dire un comunicato della questura - la giovane ha dichiarato di non aver subito alcuna violenza sessuale e di aver presentato la falsa denuncia al solo scopo di poter sottoporsi ad un'adeguata profilassi sanitaria a seguito di un occasionale rapporto sessuale non protetto". Ora è indagata per simulazione di reato. Le incongruenze nel racconto-denuncia della ragazza emergono subito. Il sopralluogo degli agenti là dove la ragazza dice di essere stata violentata, tra due auto parcheggiate nella salita di San Sebastianello, non c'è lo spazio 'fisico' per il teatro della violenza, così come raccontato. Nelle immagini registrate dalle telecamere della zona lei non c'era mai. Nella sua macchina fotografica niente foto di piazza di Spagna di notte. Subito dopo la violenza la ragazza dice di aver chiamato il fidanzato, che le ha fatto compagnia per tutto il tragitto in macchina fino a casa. Ma l'analisi delle celle telefoniche rivela che il cellulare della 23enne era vicino alla sua abitazione, zona San Giovanni, da cui non si era quindi mai allontanata. E ieri quando magistrati e investigatori le dicono tutto questo, lei è imbarazzata, a disagio, fa quasi tenerezza, poi crolla in lacrime: "Non avrei mai pensato che dicendo della violenza sessuale al pronto soccorso sarei finita negli uffici della squadra mobile. Pensavo che non mi avrebbero altrimenti assistita adeguatamente. Che non mi avrebbero fatto le terapie giuste". E piano piano emerge una scena diversa di quella sera, niente Piazza di Spagna, nessuno stupro, una scena che invece può ricordare la Donna Marta del rugantino che per il carnevale si traveste da popolana per passare una serata eccitante con un semplice plebeo. O la Regina Margot, di Alexandre Dumas padre, interpratata da Isabelle Adjani che cerca scampo alle oppressioni di corte travestita da donna di facili costumi girando per i vicoli bui per un fugace rapporto. La ragazza spagnola ha 23 anni, è bella, benestante, è a Roma per l'Erasmus. Il fidanzato è un 40enne, spagnolo, anche lui benestante, gira il mondo. Così che sia per seduzione, per voglia di scoprire qualcosa di nuovo o per obbedire a un gioco più grande di lei, la ragazza, con la complicità del fidanzato, si sarebbe prestata ad adescare uno sconosciuto. Ma durante quel rapporto occasionale, qualcosa va storto, il profilattico si rompe e non c'è più spazio per i giochi, c'è solo la paura. E le lacrime. Era un gioco pericoloso.

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