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pubblicato il 28/feb/2012 19:47

Stupro L'Aquila/Militare a gip: era consenziente, nessun oggetto

Avvocato presenta istanza riesame per "annullare misura carcere"

Stupro L'Aquila/Militare a gip: era consenziente, nessun oggetto

Roma, 28 feb. (askanews) - "Il rapporto sessuale è stato consenziente, non ho usato alcun oggetto": così Francesco Tuccia, il militare in carcere a Teramo con l'accusa di aver stuprato una studentessa 20enne di Tivoli, ha raccontato la sua versione al gip del tribunale del Tribunale de L'Aquila Giuseppe Romano Gargarella, durante l'interrogatorio di garanzia. A riferirlo è Alberico Villani, l'avvocato del militare 21enne, originario di Avellino, di stanza al 33esimo reggimento artiglieria Acqui dell'Aquila, in carcere con l'accusa di tentato omicidio e violenza sessuale aggravata ai danni di una ventenne, che è ancora ricoverata in ospedale. Nell'interrogatorio di garanzia, davanti al gip e al pm David Mancini, il militare ha raccontato - come riferisce sempre l'avvocato - che quella sera, tra l'11 e il 12 febbraio, "aveva iniziato a scambiarsi effusioni con la ragazza all'interno della discoteca Guernica, di Pizzoli; poi insieme sono usciti e hanno consumato all'esterno un rapporto sessuale". "Non l'ha trascinata fuori dalla discoteca, non l'ha violentata, non ha usato alcun oggetto, ma - spiega l'avvocato - ha detto che le lacerazioni subite dalla ragazza sono state frutto di una manipolazione con le mani. Erano entrambi alterati dall'alcol e nella concitazione non si è reso conto". Poi "di fronte al sangue e alla ragazza che si sentiva male è stato preso dal panico - prosegue Villani - ed è rientrato vero la discoteca. Ha ammesso di non averla saputa soccorrere. La ragazza ha sicuramente vissuto una brutta esperienza, ma e' la qualificazione giuridica del fatto che va cambiata in lesioni colpose, non volontarie". Per questi motivi - spiega sempre il difensore del militare - subito dopo l'interrogatorio ha presentato istanza al tribunale del riesame per chiedere "l'annullamento della misura di custodia cautelare in carcere, per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza sia in ordine alla violenza sessuale che al tentato omicidio". "La vicenda è stata gonfiata, fin dall'inizio quando si parlava di stupro di gruppo. Ci sono testimoni - aggiunge illegale - che li hanno visti scambiarsi effusioni in discoteca", e "presenteremo una perizia medico legale, perché giudico quella in atti non adeguata".

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