martedì 24 gennaio | 09:05
pubblicato il 13/gen/2015 11:58

Strage rapido 904, Brusca: "Per me palese che fu Cosa Nostra"

Il pentito testimonia a processo Firenze contro Riina

Strage rapido 904, Brusca: "Per me palese che fu Cosa Nostra"

Firenze, 13 gen. (askanews) - "Io in quel momento ero detenuto, non so come sono andati i fatti, di questa strage non so nulla, ma per quelle che sono le mie conoscenze, per le parole con Pippo Calò e Totò Riina, era palese che era stata Cosa Nostra" a compiere la strage del rapido 904.

Lo ha detto il pentito Giovanni Brusca, deponendo in videoconferenza al processo di Firenze che vede come unico imputato Totò Riina, accusato di essere il mandante della strage. Ricordando che "nel 1984 Riina era capo provincia ed era il più influente di tutti", Brusca ha ricordato che "a un dato punto mi trovavo al bunker di Palermo, era il 1986 o il1987, per il maxi processo, io ero a piede libero, mi avvicinai alla gabbia in cui era tenuto Pippo Calò che mi disse di far sparire dell'esplosivo, le cosiddette mine anticarro, perchè se trovavano questo materiale sarebbe stata una prova della sua corresponsabilità nella strage. Io avrei dovuto distruggere questo elemento di prova. L'esplosivo era arrivato dalla Thailandia nell''82-83, ed era stato diviso fra tre mandamenti". Pippo Calò è stato già condannato per la strage del rapido. Poco dopo, ha ripreso Brusca, "lo riferii a Riina, che era latitante, e Riina mi disse che Pippo Calò non doveva preoccuparsi perchè ci avrebbe pensato lui. Lo disse sorridendo, facendomi capire che era tranquillo e che conosceva bene la cosa. Riferii questa cosa a Pippo Calò che ne prese atto. Tra Riina e Calò i rapporti erano ottimi, nella guerra di mafia erano sullo stesso fronte e Calò prendeva ordini da Riina. Io - ha concluso - mi rapportavo con Riina, quello che diceva lui io facevo, ero il suo automa, avevamo un rapporto di stima e di fiducia che superava quello con mio padre".

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