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pubblicato il 03/mag/2011 19:04

Strage Erba/ Marzouk revoca legale: non condannare Olindo e Rosa

Avvocato: voleva riapertura processo. Giudici in camera consiglio

Strage Erba/ Marzouk revoca legale: non condannare Olindo e Rosa

Roma, 3 mag. (askanews) - Azouz Marzouk non vuole la condanna definitiva di Olindo Romano e Rosa Bazzi, i due coniugi condannati in appello all'ergastolo per la strage di Erba del 2006. Oggi, all'apertura dell'udienza in Cassazione, Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, uccisi insieme alla suocera e alla vicina di casa, voleva che il suo avvocato, Roberto Tropenscovino, chiedesse l'annullamento delle condanne e la riapertura del processo, ma si è trovato in totale disaccordo con il legale, e per questo gli ha revocato il mandato. "Marzouk - spiega al telefono l'avvocato Tropenscovino - anziché discutere la sua posizione, sulla linea che ho sempre adottato in questi quattro anni, voleva che cambiassi rotta e chiedessi la riapertura del processo alla luce di una sua convinzione di non colpevolezza dei due coniugi. Io non ho condiviso questa tesi, per cui ho rimesso il mandato in aula, anche per una questione di dignità professionale. Come parte civile siamo stati artefici della condanna. Quando mi ha manifestato la sua richiesta poco prima dell'udienza, gli ho risposto che non ero d'accordo e per questo intendevo rinunciare al mandato. Marzouk ne ha preso atto e contestualmente ha revocato il mandato". "Circa un mese fa Marzouk - spiega ancora l'avvocato - si è convinto del contrario di tutto quello che abbiamo sempre sostenuto, palesandolo in un'intervista. Stamattina mi ha confermato al sua intenzione personalmente prima dell'udienza. Il perché si è convinto della non colpevolezza dei Romano bisogna chiederlo a lui. Giuridicamente non trova giustificazione, umanamente bisogna chiederlo a lui. Nessun elemento nuovo è stato portato al processo". I giudici della prima sezione penale della Cassazione sono ancora in Camera di consiglio per decidere se confermare o meno la condanna all'ergastolo di Olindo Romano e Rosa Bazzi, inflitta dalla Corte d'Assise d'Appello di Milano il 20 aprile 2010.

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