martedì 24 gennaio | 19:01
pubblicato il 17/mag/2014 12:00

Strage di Santhià, gli inquirenti: Lorenzo ha usato droga

Il 24enne ha confessato l'omicidio dei nonni e della zia

Strage di Santhià, gli inquirenti: Lorenzo ha usato droga

Roma, 17 mag. (askanews) - "Le indagini proseguono per meglio comprendere la dinamica del delitto e le ragioni dell'impulso omicida ricollegabile all'utilizzo di sostanze ad azione stupefacente". Così si legge in una nota la Procura di Vercelli rispetto alla strage familiare avvenuta a Santhià, dove Lorenzo Manavella, 24 anni, ha ucciso i nonni e la zia. Nel documento si spiega che nella mattinata di ieri 16 maggio sono stati rinvenuti i corpi di Tullio Manavella di 85 anni, del coniuge Giuseppina Bono di 68 anni e della loro figlia Patrizia di 56 anni. Dall'immediato esame dei corpi effettuato da militari della stazione carabinieri e del nucleo provinciale di Vercelli, appariva evidente che si era consumato un efferato delitto". Nel tentativo di "individuare l'autore o gli autori del crimine e le ragioni dello stesso" si è appreso "che un familiare delle vittime", il giovane giocatore di pallavolo Lorenzo, era scomparso dalla casa di abitazione e dai luoghi dallo stesso solitamente frequentati. Per questo subito sono state "diramate su tutto il territorio nazionale ricerche volte ad individuarlo". La Procura ha anche chiesto il supporto del Ris "per ottenere una ricostruzione il più possibile reale delle modalità esecutive" del fatto avvenuto a Santhià. Nella tarda serata di ieri - si prosegue nella nota - è poi arrivata la notizia "che Lorenzo Manavella si era recato a Venezia e presentatosi alla polizia ferroviaria di quello scalo, si era posto a disposizione della magistratura per essere sentito". Questa mattina dopo essere stato interrogato dai magistrati di questa Procura, ammettendo le proprie responsabilità, è stato sottoposto a fermo del pubblico ministero per omicidio pluriaggravato e rapina aggravata. Subito è stato messo a disposizione del giudice per le indagini preliminari di Vercelli per la convalida del provvedimento. Agli investigatori Lorenzo avrebbe detto di non sapere perché avesse fatto quello che ha fatto: "Ho perso la testa". Le vittime della sua azione sono state colpite mentre erano in pigiama, sia con un corpo contundente che con un coltello.

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