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pubblicato il 08/gen/2014 15:40

Strage Caselle: l'assassino confessa, ha ucciso per 100 euro

Strage Caselle: l'assassino confessa, ha ucciso per 100 euro

(ASCA) - Torino, 8 gen 2014 - Cento euro. E' il bottino che Giorgio Palmieri, 56 anni, che questa notte ha confessato il triplice omicidio di Caselle ha detto di essere riuscito a portar via da un borsellino dopo aver ucciso i coniugi Allione e la ''nonnina'', come ha chiamato la terza vittima, Emilia Dall'Orto, 93 anni. Omicidio volontario con l'aggravante dei motivi futili e abbietti e' l'accusa con cui l'uomo e' stato arrestato per aver colpito le sue vittime probabilmente con un tagliacarte recuperato nel giardino di casa. Era andato nella villa per avere altri soldi dopo quelli che aveva ottenuto in prestito, 500 euro, e che non aveva ancora restituito. Si e' presentato al cancello poco prima delle 19 del 3 gennaio apparentemente proprio per discutere del rimborso del suo debito, ma con l'intenzione di spillare alla famiglia altri soldi. Palmieri conosceva gli Allione e la casa di Caselle abbastanza bene, la sua convivente Dorotea De Pippo aveva fatto la colf nella villetta fino a qualche mese fa, poi era stata mandata via con qualche recriminazione, e lui stesso, senza lavoro fisso, faceva qualche lavoretto. Un modo per tenere un rapporto economico aperto con gli Allione. Ora aveva bisogno di altri soldi. Agli inquirenti che in questi giorni hanno messo sotto la lente innanzitutto chi frquentava la villetta dell'hinterland torinese la sua compagna, Dorotea, aveva gia' segnalato la sua assenza da casa da prima del delitto.

''Dissapori familiari''. Una strana coincidenza che assieme all'analisi dei tabulati telefonici e alle intercettazioni disposte in questi giorni ha stretto il cerchio attorno a Palmieri, con un precedente penale, non recente, per sequestro di persona. ''Sono disperato'', avrebbe mormorato ieri al telefono dopo il ritrovamento della tazzina di caffe' che verosimilmente porta le sue impronte. Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Sandro Ausiello e del comandante provinciale dei carabinieri colonnello Roberto Massi, che oggi hanno tenuto una conferenza stampa assieme a Domenico Mascoli, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Torinoi, Palmieri viene accolto in casa da Claudio Allione, e dalla moglie Mariangela Greggio. I due cani lupo sono stati messi nel sottoscala. I tre discutono, bevono anche un caffe'. Poi Palmieri si allontana, con una scusa chiede di andare in bagno, in realta' vorrebbe trovare un po' di soldi nell'appartamento. Si attarda e il signor Allione glielo fa notare ''Ma quanto ci stai in bagno'?''. Quando Palmieri torna e' gia' in preda alla furia omicida.

Con il guanto di lattice trovato in bagno impugna il tagliacarte e lo vibra contro Allione che tenta un gesto estremo di difesa, e lo ferisce all'avambraccio sinistro.

Allione cade mentre anche la moglie interviene per tentare di difendere il marito.

L'assassino colpisce anche lei. Mentre sta per lasciare l'appartamento al primo piano dalle scale arriva la nonna ultranovantenne. ''Cosa ci fa lei qui?'', ha il tempo di dire. E' un attimo e Palmieri decide di togliere di mezzo anche una testimone scomoda, seppure cosi' anziana. Poi in un gesto che gli inquirenti definiscono di ''pietas'' di ''rispetto'' e persino di ''tenerezza'', la copre con un lenzuolo. L'uomo scappa con il misero bottino e qualche stoviglia che porta le sue tracce, un cucchiaino, una tazzina da caffe' una zuccheriera e il guanto di lattice, che verranno ritrovati casualmente poco lontano dalla casa dal figlio 29enne delle vittime, Maurizio. Palmieri si libera dei vestiti insanguinati, poi vaga senza meta, trovera' rifugio da un amico ignaro di quanto accaduto e dove lo preleveranno i carabinieri per interrogarlo. Palmieri cede dopo qualche ora. ''Era molto provato, per lui confessare e' stato liberatorio'', racconta il procuratore aggiunto Ausiello. ''Ho fatto tutto da solo'', assicura l'uomo agli inquirenti che pero' vogliono ancora approfondire il movente e alcune circostanze. C'e' la possibilita' che l'imputazione possa diventare omicidio premeditato, L'arma del delitto ancora non e' stata trovata.

Quando Maurizio, il giovane figlio della coppia uccisa, che in questi due giorni e' stato sentito lungamente dagli inquirenti, e su cui gravava un'ombra di sospetto, ha saputo della confessione, e' scoppiato in lacrime, ha riferito il suo legale Stefano Castrale: ''un pianto di soddisfazione e di liberazione'', ha detto l'avvocato . Adesso il govane puo' finalmente liberare il dolore per la perdita dei suoi familiari: ''Solo ora - aggiunge Castrale - si accorgera' di essere rimasto solo''.

eg/mau

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