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pubblicato il 02/ago/2012 05:10

Strage Bologna/ Domani anniversario, Cancellieri alla cerimonia

Vittime attendono dal ministro risposte e serenità dopo polemiche

Strage Bologna/ Domani anniversario, Cancellieri alla cerimonia

Bologna, 2 ago. (askanews) - Non potrà dare tutte le risposte che i parenti aspettano da 32 anni, ma probabilmente il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, che rappresenterà il governo oggi alla cerimonia per l'anniversario della strage alla stazione di Bologna, riuscirà a far calare la tensione che negli ultimi giorni si è alzata in città tra il ricordo e il dolore di chi il 2 agosto 1980 ha perso genitori, figli o amici, e le nuove piste sui mandanti che continuano ad alimentare le polemiche. Il titolare del Viminale, che ha ricoperto la carica di commissario straordinario del capoluogo emiliano per oltre un anno, torna in città e sarà accolto dal presidente dell'associazione dei parenti delle vittime Paolo Bolognesi, nella sala del consiglio comunale assieme al sindaco Virginio Merola. "Siamo molto contenti che sia la Cancellieri a rappresentare il governo - ha spiegato Bolognesi - e anche lei si è detta molto contenta di stare assieme a noi. Tra l'altro mi ha promesso che arriverà con delle risposte, speriamo sia la volta buona". I familiari delle vittime chiedono da anni al governo chiarezza sulla ricerca dei mandanti, come è stato rimarcato anche per il 32esimo anniversario, nel manifesto che accompagna le celebrazioni del 2012: "La strategia delle stragi dal dopoguerra ad oggi ha impedito all'Italia di divenire una democrazia compiuta. E' nel cuore torbido delle istituzioni che vanno cercati i mandanti". I familiari, anche negli ultimi giorni, hanno domandato con insistenza la desecretazione degli atti e l'applicazione della legge 206 sul risarcimento alle vittime del terrorismo. Nonostante i processi che hanno portato alle condanne definitive di Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini come esecutori materiale e di Licio Gelli come depistatore, sulla strage del 2 agosto 1980 continuano ad emergere nuove ipotesi alternative, come quella che a mettere la bomba nella sala d'attesa non sia stato il terrorismo di destra ma che l'esplosione sia riconducibile alla rottura degli equilibri del Lodo Moro tra l'Italia e il terrorismo palestinese. A riaprire il dibattito è stato negli ultimi giorni il parlamentare di Fli Enzo Raisi, annunciando la pubblicazione a settembre di un libro con atti secretati della Commissione Mitrokhin della quale ha fatto parte. Il finiano, non ha risparmiato accuse a Bolognesi giudicandolo "non idoneo" a presiedere l'associazione delle vittime.

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