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pubblicato il 18/ott/2013 17:48

Staminali: studio Cnr-Ifom identifica L-Prolina, motore delle cellule

Staminali: studio Cnr-Ifom identifica L-Prolina, motore delle cellule

(ASCA) - Roma, 18 ott - Modifica il comportamento delle cellule staminali pluripotenti, dando loro la capacita' di muoversi e di invadere i tessuti generando metastasi. A innescare tutto questo, un semplice aminoacido, chiamato L-Prolina, uno dei tanti 'mattoni' che compongono le proteine cellulari. E' quanto emerge da uno studio sulla regolazione di motilita', invasivita' e capacita' metastatica delle staminali che ha coinvolto i ricercatori degli Istituti di genetica e biofisica ''A. Buzzati-Traverso'' (Igb-Cnr) di Napoli e per le applicazioni del calcolo ''Mauro Picone'' (Iac-Cnr) di Roma del Consiglio nazionale delle ricerche, in collaborazione con l'Institute of Molecular Oncology Foundation (Ifom) di Milano. La ricerca e' stata pubblicata su Stem Cell Reports (open access journal of Cell Press) e ha ricevuto la copertina del numero di Ottobre.

''Grazie a questo lavoro, e' stato possibile identificare un meccanismo che permette a una cellula staminale pluripotente di acquisire la capacita' di muoversi e di invadere i tessuti, un fenomeno cruciale per la formazione delle metastasi tumorali'', affermano Gabriella Minchiotti e Maria Rosaria Matarazzo, ricercatrici dell'Igb-Cnr. La rilevanza di questa scoperta ''risiede nel fatto che questo fenomeno non e' innescato da alterazioni genetiche o da un fattore di crescita, bensi' dalla proprieta' dell'aminoacido L-Prolina di modificare l'espressione dei geni, senza alterare, mutare ne' modificare la sequenza del DNA delle cellule''. Lo studio ha dimostrato che il ruolo chiave nella regolazione della motilita'/invasivita' cellulare di L-Prolina e' legato alla sua capacita' di indurre particolari cambiamenti epigenetici che modificano l'espressione genica, ''innescando nelle staminali un fenomeno simile a quello che induce la formazione delle metastasi e quindi determina la disseminazione tumorale'', aggiungono le ricercatrici. ''Il fatto che un aminoacido sia in grado di modificare il profilo epigenetico di una cellula staminale e trasformare profondamente il suo comportamento e' una scoperta entusiasmante'', concludono Minchiotti e Matarazzo, ''e, anche se non ha ricadute terapeutiche immediate, apre nuove prospettive per la comprensione dei meccanismi che sono alla base della progressione tumorale''.

red/mpd

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