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pubblicato il 27/dic/2013 09:52

Stamina: Vannoni, non sono truffatore. Portero' metodo all'estero

Stamina: Vannoni, non sono truffatore. Portero' metodo all'estero

(ASCA) - Roma, 27 dic - Respinge ogni accusa di arricchimento personale e, soprattutto, quella di essere un truffatore o uno stregone. Al contrario, proprio in nome della ''responsabilita''' nei confronti dei malati che si rivolgono a lui, e' pronto a trasferire la sperimentazione all'estero, lontano dall'Italia, dove e' rimasto ''vittima della lobby dei farmaci''. Cosi' il fondatore del metodo Stamina, Davide Vannoni, in una lunga intervista a Repubblica.

''Perche' esista una truffa, occorre che qualcuno intaschi del denaro. A Brescia, in una struttura pubblica, nessun paziente pagava un euro'', precisa Vannoni rispedendo al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, l'accusa di 'macchiare' l'immagine dell'Italia: ''La macchia - dice - di piu' questa signora: su 150 malati in lista d' attesa, ne sono morti gia' otto dopo lo stop della sperimentazione imposto da Roma, e tre erano bambini''.

Sottolineando che sono ''appena 6'' le denunce per truffa a suo carico, Vannoni ricostruisce come, per allestire il laboratorio di San Marino, ''spesi 350 mila euro e ipotecai la casa. Poi, certo, alcuni pazienti pagavano le cure, ma solo quelli che potevano permetterselo''. ''Illustri specialisti - aggiunge - come i professori Villanova e Andolina sono con noi. E io non mi sento uno stregone''.

''Siamo - afferma il fondatore del metodo Stamina - certamente vittime della lobby dei farmaci, della burocrazia e della politica''. Pertanto, Vannoni afferma di aver ''gia' individuato una clinica a Capo Verde, attualmente inutilizzata. E' gia' stata costituita una cooperativa di pazienti, senza fini di lucro, massimo una quota a testa.

Queste persone apriranno un laboratorio con i loro soldi, pagheranno gli stipendi ai nostri biologi e noi le cureremo.

Per la sanita' sara' una vera rivoluzione, un'innovazione mondiale''.

Infine, l'esperto di psicologia e ricerche, laureato in Lettere e filosofia, precisa di non aver ''mai preso una siringa in mano'', lasciando il compito ai medici esperti, e di non aver reso pubblico il protocollo di cura solo ''perche' non e' brevettato''.

com-stt/sam/

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