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pubblicato il 10/ott/2013 15:30

Stamina: un metodo controverso sulle orme di Di Biella

(ASCA) - Roma, 10 ott - Era il 2009 quando Davide Vannoni, laureato in lettere e filosofia, fondo' la 'Stamina Foundation Onlus', promotrice di quello che poi, per tutti, divenne il 'metodo stamina'. Oggi, a soli 4 anni dalla sua nascita, il Ministero della Salute boccia Vannoni e il suo sistema definendolo addirittura ''pericoloso''. ''Ci siamo fatti guidare dall'emozione - ha detto il ministro Lorenzin - e abbiamo derogato alle norme stanziando anche 3 milioni, togliedoli ad altre sperimentazioni che vanno avanti con 40-50 mila euro. Poi sono arrivate le valutazioni scientifiche. Io posso rimanere colpita sul piano umano ma chi e' chiamato a fare valutazioni deve seguire un protocollo che vale per tutti, a tutela di tutti, per primi dei pazienti''.

Ma cos'e' il 'metodo stamina'? E' un metodo basato sulla conversione di cellule staminali mesenchimali, cioe' quelle atte alla rigenerazione di tessuti ossei e adiposi, in neuroni, dopo una breve esposizione ad acido retinoico diluito in etanolo. Le cellule del midollo osseo vengono prelevate dal paziente, vengono manipolate in vitro e infine vengono fuse nel paziente stesso.

Il problema e' che, come piu' volte lo stesso Vannoni ha ammesso, ''il metodo Stamina non e' una ricetta. Siccome si adegua a una cosa vivente, cambia in funzione di quello che ho davanti, di come varia quello che sto coltivando''.

Inoltre, del 'metodo stamina' non esistono pubblicazioni ne' e' mai stato rilasciato un brevetto, per i motivi che lo stesso Vannoni ha spiegato. Per questo il Ministero ha bocciato definitivamente la terapia, sebbene a luglio essa avesse avuto ancora il via libera dal governo, a patto che Vannoni non prendesse in cura pazienti nuovi ma semplicemente proseguisse con quelli che gia' avevano iniziato la terapia.

Adesso, invece, con la bocciatura del ministero della Salute, il dicastero ha chiesto all'Istituto superiore di sanita' di mettere a disposizione le cartelle cliniche riguardanti i 36 pazienti in cura a Brescia.

Anche Umberto Veronesi, direttore dell'Istituto Europeo di Oncologia, qualche mese fa scrisse che ''la sperimentazione sul metodo Stamina e' un errore: pur con tutta la comprensione umana per i genitori disperati, a mio giudizio, nel decidere una sperimentazione ufficiale i nostri politici si sono fatti guidare dall'ormai consueto vizio di dare ascolto alla piazza''. ''Evidentemente - scriveva ancora Veronesi - nessun politico ha gli anticorpi per resistere agli striscioni, imploranti e minacciosi allo stesso tempo, che urlano 'lasciateci curare i nostri figli'''.

Attualmente, risultano 123 i malati in attesa del 'metodo stamina'. Un'attesa che, a quanto pare, rimarra' tale, almeno fino a quando il ministero non proporra' un'alternativa a Vannoni.

red/gc

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