lunedì 23 gennaio | 16:05
pubblicato il 16/dic/2013 14:00

Spiagge: Legambiente, scandaloso il condono annunciato su concessioni

Spiagge: Legambiente, scandaloso il condono annunciato su concessioni

(ASCA) - Roma, 16 dic - ''Sara' un bel Natale questo del 2013 per i gestori delle spiagge italiane. Se e' svanita infatti la possibilita' (almeno per ora) di acquistare le aree demaniali, il Babbo Natale del governo Letta non delude i concessionari e concede un sostanzioso condono sui canoni di concessione, cosi' chi non aveva pagato fino ad oggi, se la cavera' pagando solo il 30% subito, oppure il 70% rateizzato''. Lo scrive in una dura nota Legambiente definendo ''uno scandalo'' il condono annunciato alla luce dei 102 milioni incassati dallo Stato per concessioni demaniali, contro il fatturato del settore di circa 10 miliardi.

''Questo condono e' uno scandalo'', dichiara infatti il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza. ''Se prima - prosegue - si volevano vendere le spiagge, ora si decide di regalarle direttamente, perche' di vero e proprio regalo si tratta se si decide di sanare con il 30% del dovuto i contenziosi con quanti non hanno digerito i timidi adeguamenti tariffari voluti dal Governo Prodi. Perche' - si chiede Dezza - lo Stato deve rinunciare agli introiti, peraltro bassissimi, che gli spettano, quando gli stabilimenti balneari continuano ad incassare cifre elevatissime rispetto ai canoni richiesti? Il condono sui canoni demaniali infine e' un vero e proprio sberleffo in faccia ai titolari di concessioni onesti che hanno pagato finora il dovuto e che si ritrovano ad assistere alla beffa dei soliti furbi''. Legambiente sottolinea che nel nostro paese nel 2012 sono stati incassati dallo Stato appena 102 milioni di euro dai canoni demaniali a fronte di un fatturato da parte delle circa 30.000 imprese balneari che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro. I canoni di concessione, tradizionalmente risibili, erano stati timidamente adeguati dalla finanziaria 2007 del Governo Prodi e portati a 1,27 euro centesimo metro/q all'anno per le aree scoperte e 2,12 euro metro/q anno per le aree dove insistono attivita'. com-stt/gc

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