giovedì 08 dicembre | 23:19
pubblicato il 14/gen/2014 14:54

Sperimentazione animale: Lincei, recepire direttiva Ue senza cambiamenti

(ASCA) - Roma, 14 gen 2014 - La Direttiva Europea in materia di sperimentazione scientifica sugli animali ''deve essere recepita dall'Italia senza appesantimenti e restrizioni come gia' avvenuto in altri Paesi della Comunita'''. Lo chiedono in un documento gli scienziati dell'Accademia dei Lincei esperti nelle scienze biologiche e biomediche, che ritengono ''molto gravi'' le modifiche introdotte ''che riguardano la proibizione di specifiche ricerche nell'ambito degli xenotrapianti e delle droghe d'abuso, l'insufficiente definizione del dolore e la limitazione degli allevamenti di qualsiasi tipo di animali per la sperimentazione. Queste modifiche inserite nel testo approvato dal Senato - avvertono - inducono infatti gravi danni alla ricerca, limitano molto la liberta' della ricerca, interferiscono con il progresso della medicina nel nostro Paese e limitano lo sviluppo della nostra industria biotecnologica e farmacologica, gia' molto meno sviluppata rispetto agli altri Paesi europei''.

Nel documento, gli esperti dei Lincei ribadiscono che ''in passato e fino ad oggi, gran parte degli studi alla base del progresso della medicina e della salvaguardia della salute dei cittadini sono stati condotti per mezzo della sperimentazione animale. Lo sviluppo delle conoscenze a livello cellulare modellistico, anche se ha condotto a risultati significativi, non potra' mai eliminare l'impiego della sperimentazione sugli animali. Infatti, tutti i risultati ottenuti in vitro devono necessariamente essere verificati ed ampliati a livello animale prima di poter essere continuati a livello di ricerca sull'uomo. L'uso degli animali e' indispensabile anche per gli studi di tossicologia finalizzati a prevenire il rischio di intossicazioni causate da farmaci insufficientemente caratterizzati prima dell'introduzione in terapia''. E sottolineano che ''in Italia oltre il 90% degli esperimenti vengono condotti su topi e ratti; che i gatti non vengono utilizzati; che la sperimentazione sui cani si limita solo a un piccolo numero di malattie genetiche, analoghe a quelle dei bambini'', spegando che ''lo sviluppo dei medicinali e cure per l'uomo trova di converso largo impiego nella cura degli animali''. ''In tutti i casi, comunque - assicurano - la sperimentazione animale viene condotta gia' da molti anni nel rispetto di rigide regole che escludono ogni tipo di tortura: ogni programma di ricerca deve essere approvato da un comitato altamente qualificato a livello non solo scientifico ma anche morale; tutto il lavoro con animali avviene sotto il controllo di un veterinario incaricato dal Ministero della Sanita'; gli stabulari vengono controllati sistematicamente da ispettori dell'Azienda Sanitaria Locale''. Inoltre, ''i ricercatori hanno costituito una Societa' internazionale, la International Basel Declaration Society, che fornisce informazioni e interviene in caso di segnalazioni di scorrettezze. E' quindi praticamente impossibile - concludono - che gli eventi denunciati dagli animalisti possano essere realmente avvenuti nel nostro Paese''. red/mpd

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