martedì 24 gennaio | 23:13
pubblicato il 22/set/2011 22:00

Spazio/ P. Civile: Ridotta area a rischio caduta pezzi satellite

Il Dipartimento monitora evoluzione

Spazio/ P. Civile: Ridotta area a rischio caduta pezzi satellite

Roma, 22 set. (askanews) - Il Dipartimento della Protezione Civile monitora l'evoluzione del satellite Uars della Nasa. Il Comitato tecnico scientifico, costituito nell'ambito del Comitato Operativo, nell'aggiornamento delle ore 20.00 ha modificato lo scenario prospettato nel precedente punto di situazione. Secondo la Protezione civile, le probabilità che frammenti del satellite, destinato domani a disintegrarsi nell'atmosfera, finiscano per cadere sul territorio italiano sono dello 0,6 per cento. Sulla base degli ultimi dati disponibili, sia sullo stato orbitale che sull'attività solare prevista, la previsione di rientro è centrata intorno alle 19:20 (ora italiana) di venerdì 23 settembre, con una finestra di incertezza che si apre alle 14:00 del 23 settembre e si chiude alle 03:00 del 24 settembre. All'interno di questo arco temporale, non è ancora possibile escludere la remota possibilità, corrispondente ad una probabilità stimabile intorno allo 0,6%, che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio, spiega la Protezione civile. La principale novità è che solo una traiettoria potrà interessare l'Italia in un'unica finestra temporale compresa tra le 21:25 e le 22:03 di venerdì 23 settembre. L'area potenzialmente a rischio, di conseguenza, è ridotta e interessa interamente le regioni Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria, Lombardia e Province Autonome di Trento e Bolzano, e parzialmente l'Emilia Romagna (Piacenza e Parma), il Veneto (Verona, Vicenza, Belluno, Treviso) e il Friuli Venezia Giulia (Pordenone e Udine). Tutte le Regioni interessate e le Province Autonome hanno comunicato di aver attivato le proprie strutture operative che monitoreranno l'evolversi della situazione e adotteranno le misure necessarie in constante contatto con il Comitato centrale. Restano valide le indicazioni già fornite sulle norme di auto protezione da adottare: è poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture: per questo sono da scegliere luoghi chiusi; i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; all'interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell'eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi). Le Regioni stanno inoltre predisponendo le procedure per il recupero degli eventuali frammenti di materiale con l'impiego di personale specializzato se dovesse verificarsi lo scenario configurato. In tal caso chi rilevasse la presenza di frammenti, dovrà segnalarla alle autorità locali, evitando di entrarne in diretto contatto. Il prossimo aggiornamento sarà pubblicato alle 9.30 del 23 settembre.

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