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pubblicato il 29/giu/2012 05:11

Spazio/ Acqua liquida sotto la superficie ghiacciata di Titano

La sonda Cassini-Huygens svela nuovi dati sulla luna di Saturno

Spazio/ Acqua liquida sotto la superficie ghiacciata di Titano

Roma, 29 giu. (askanews) - "Scoperta eccezionale" nel campo dell'esplorazione spaziale: grazie alla elaborazione dei dati della sonda Cassini-Huygens, frutto di una cooperazione internazionale tra la Nasa, l'Agenzia Spaziale Europea e l'Agenzia Spaziale Italiana sotto la superficie ghiacciata di Titano, il principale satellite di Saturno, è stata rilevata la presenza di uno strato di acqua liquida. Lo studio, pubblicato nell'ultimo numero della rivista Science, è stato condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Luciano Iess, del dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale di Sapienza Università di Roma con la collaborazione di Marco Ducci e Paolo Racioppa (Sapienza) e di Paolo Tortora (Università di Bologna). La rilevazione dell'esperimento di radioscienza operata dal gruppo di ricercatori italiani, che si sono avvalsi inoltre del contributo di colleghi americani, è stata possibile osservando le deformazioni cui è soggetto Titano lungo la sua orbita intorno a Saturno. Se Titano avesse una struttura interna interamente rigida, l'attrazione gravitazionale di Saturno causerebbe rigonfiamenti - chiamati maree solide - non superiori a 1 metro di altezza. I dati di Cassini mostrano invece che tali deformazioni raggiungono un'altezza di 10 metri, una chiara indicazione che Titano non è costituito interamente di materiale solido come ghiaccio e rocce. Così come la Terra subisce l'effetto combinato dell'attrazione della Luna, del Sole e delle variazioni della crosta terreste, anche Titano nella sua rotazione intorno a Saturno, in un'orbita ellittica con periodo di 16 giorni, cambia la sua forma a causa della variazione della forza mareale esercitata dal pianeta. Si allunga come un pallone da rugby quando è più vicino, mentre assume una conformazione più sferica quando si trova lontano. "La scoperta di maree di così grande ampiezza su Titano conduce all'inevitabile conclusione che ci debba essere un oceano nascosto in profondità", spiega Iess: "La ricerca dell'acqua è un obiettivo importante nell'esplorazione del Sistema Solare. Ora possiamo dire di avere localizzato un luogo dove se ne trova in abbondanza".

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