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pubblicato il 18/set/2013 12:00

Sparatoria P. Chigi/Consulente: Preiti agì per depressione e coca

La difesa chiederà al gup di disporre una perizia

Sparatoria P. Chigi/Consulente: Preiti agì per depressione e coca

Roma, 18 set. (askanews) - La depressione e la cocaina hanno portato Luigi Preiti il 28 aprile scorso a sparare davanti a Palazzo Chigi ed a ferire due carabinieri. E quindi non era in condizione di intendere e volere. E' questo il risultato di una consulenza medica che è stata posta all'attenzione del gup Filippo Steidl dai difensori del disoccupato di origine calabrese. Davanti al giudice l'8 ottobre prossimo comincerà il processo in abbreviato. Nelle conclusioni dell'accertamento, svolto dal professor Maurizio Marasco si legge che lo specialista in neurologia e psichiatria "secondo scienza e coscienza" ritiene che "sulla condotta reato posta in essere dal Preiti abbia influito lo stato psicopatologico in cui all'epoca l'uomo versava, ovvero la 'depressione maggiore' e l'abuso della cocaina, assunta non in relazione ad una condizione tossicomanica, bensì come mezzo autoterapeutico per combattere" il cosiddetto male oscuro. Alla luce di questo responso gli avvocati Mauro Danielli e Raimondo Paparatti, chiederanno che il gup disponga una perizia psichiatrica. Marasco è chiaro comunque. La depressione e la cocaina hanno fatto germogliare in Preiti - continua l'esperto - "la folle idea di compiere un gesto estremo, eclatante, auto ed etero-aggressivo, anche finalizzato ad attirare l'attenzione sui propri problemi". Del resto Preiti - si sottolinea - è un "soggetto, chiuso, riservato, introverso, con tratti isterici". Nei confronti di Preti il procuratore aggiunto Piefilippo Laviani e la pm Antonella Nespola contestano i reati di tentato omicidio plurimo, porto abusivo di arma clandestina e ricettazione. Preiti sin da dopo i fatti è detenuto nel carcere di Rebibbia. Nella sparatoria rimasero feriti in modo grave il brigadiere Giuseppe Giangrande, colpito al collo, ed, in maniera lieve, l'appuntato Francesco Negri, raggiunto da un proiettile ad una gamba. Altri due militari riuscirono quasi per miracolo a salvarsi. Marasco spiega ancora nel documento che la condizione depressiva, già di per sè generatrice di condotte auto e/o eteroaggressive e l'abuso di cocaina, che induce l'ideazione paranoide, sospettosità ed aggressività, hanno fatto 'germogliare' in Preiti l'azione che poi ha compiuto.

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