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pubblicato il 30/apr/2013 12:00

Sparatoria P. Chigi/ Preiti dopo due ore non ricordava nulla

Per inquirenti l'uomo ha agito da solo, senza alcun aiuto

Sparatoria P. Chigi/ Preiti dopo due ore non ricordava nulla

Roma, 30 apr. (askanews) - Luigi Preiti non ricordava nulla meno di due ore dopo aver sparato 7 colpi di pistola davanti a Palazzo Chigi, verso un gruppo di carabinieri che gli impediva di arrivare "dai politici". Il dato emerge dal certificato compilato dai medici dell'ospedale San Giovanni che hanno visitato l'uomo dopo che era stato fermato. Gli esperti del centro di igiene mentale mettono nero su bianco che Preiti presenta "tratti deliranti" e sembra non avere memoria di quanto appena compiuto. I suoi ricordi, insomma, vanno poco più in là del sonno agitato della notte tra sabato e domenica, quando secondo quanto raccontato a chi l'ha visitato avrebbe sentito la madre che gli parlava. La somministrazione di un tranquillante e un referto utile per il ricovero immediato, completano il breve documento che è stato depositato agli atti dai pubblici ministeri ed allegato alla richiesta di convalida dell'arresto. Sulla base anche di quella valutazione clinica i difensori di Preiti potrebbero chiedere al giudice, forse già dopo l'interrogatorio di garanzia, una detenzione ospedaliera e una perizia psichiatrica per provare l'incapacità di intendere e volere. L'atto firmato dal pm Antonella Nespola e dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani comprende anche le diverse testimonianze di persone che hanno assistito all'azione di Preiti. Nell'istanza all'attenzione del gip Bernadette Nicotra anche il fotogramma ripreso da una telecamera di sorveglianza in cui si vede l'uomo sparare con braccio teso, quasi nell'atto di prendere la mira. A piazzale Clodio questo fatto viene messo in rilievo perché prova che Preiti voleva uccidere. Ed anche se sulla base delle sue stesse ammissioni gli obiettivi erano 'i politici' c'è il dato che ha fatto fuoco contro dei carabinieri che avevano la sola colpa di sbarrargli la strada verso l'ingresso del Parlamento. I magistrati, citando anche le testimonianze di parenti e conoscenti di Preiti ascoltati in questi giorni, ribadiscono che non c'è alcun elemento che indica un concorso, una complicità esterna che abbia in qualche modo aiutato o favorito Preiti. "Lui ha agito da solo, in modo lucido". Ed il coraggio per una azione disperata potrebbe esser venuto anche dall'assunzione di stupefacenti. Il telegiornale di La7 ha rivelato che Preiti avrebbe detto di aver preso della cocaina.

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