venerdì 20 gennaio | 06:59
pubblicato il 06/apr/2011 13:00

Sisma Abruzzo/ Chiodi:Ricostruzione partita, 10 anni per finirla

"I soldi ci sono, il problema è spenderli"

Sisma Abruzzo/ Chiodi:Ricostruzione partita, 10 anni per finirla

Roma, 6 apr. (askanews) - "Se tutta la comunità sarà brava e se tutto andrà bene" la ricostruzione all'Aquila e nelle zone colpite dal terremoto dell'aprile 2009 "sarà completata non prima di 10 anni", ma "non è vero" che dopo due anni la ricostruzione non è partita e "quello dei soldi è l'ultimo dei problemi". Lo ha detto il presidente dell'Abruzzo e commissario alla Ricostruzione, Gianni Chiodi, a Mattino 5, su Canale 5. Chiodi ha ricordato che degli sfollati "in questo momento 14.000 sono alloggiati nel progetto C.A.S.E. e 15.000 in autonoma sistemazione, con un contributo dello Stato. Dall'1 febbraio 2010 ad oggi sono rientrate nelle loro case oltre 20.000 persone". "Non è vero" che la ricostruzione all'Aquila non è partita, ha continuato: "Il primo anno è stato dedicato esclusivamente alla gestione dell'emergenza e alla costruzione dei nuovi alloggi. Si sapeva che le persone avrebbero dovuto avere un lungo periodo di permanenza fuori, perchè si doveva intervenire nel centro storico della città con lavori che dureranno anni. Ma prima del terremoto L'Aquila aveva 75.000 abitanti, oggi i residenti sono solamente 700 in meno; l'università aveva 25.000 studenti, oggi ne ha 23.000; gli studenti delle scuole erano e sono 17.000. La ricostruzione inizia con la messa in sicurezza, per la quale nel centro storico dell'Aquila è stato fatto un lavoro imponente". Nel centro storico, ha detto Chiodi, "si è intervenuti su più di 800 edifici da mettere in sicurezza. Fatto questo è partita nel 2010 un'attività di progettazione incredibile da parte dei proprietari, un antecedente necessario rispetto alla cantierizzazione. Nel centro storico dell'Aquila è necessario per legge elaborare piani di ricostruzione da parte del Comune. Ora dovrebbero partire i cantieri: l'ultimo termine per la progettazione dei progetti per le case più danneggiate di categoria 'E' è il 30 giugno, pena la perdita del contributo". Quanto ai soldi spesi, "nella fase dell'emergenza e per la costruzione degli alloggi spesi 2 mld euro, da quando sono commissario ho ricevuto 3 mld, dei quali circa 1,5 mld è stato speso e 1,7 è in 'cassaforte'. L'ultimo dei problemi è quello dei soldi. Nel 2011 è prevista dal Cipe anche un'ulteriore tranche di 1,5 mld di euro, ora il problema è la capacità di spenderli".

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