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pubblicato il 22/gen/2013 19:50

Sicurezza: Istat, furti e rapine in aumento nel 2011

(ASCA) - Roma, 22 gen - Nel 2011 si registra una lieve ripresa degli omicidi volontari, sia consumati sia tentati, dopo il minimo storico toccato nel 2010. Prosegue, invece, la diminuzione di quelli di matrice mafiosa. Nel confronto europeo, riferito al 2009, il nostro Paese, con 1,0 omicidi volontari per 100 mila abitanti, si colloca al di sotto della media dell'Ue27 (1,2 omicidi).

Le rapine denunciate alle autorita' sono oltre 40 mila, pari a 66,8 ogni 100 mila abitanti, in forte aumento rispetto al 2010 in tutte le ripartizioni geografiche. Al Nord-est si registra il valore minimo (34,2 rapine per 100 mila residenti), nel Mezzogiorno quello massimo (86,7).

I furti denunciati nel corso del 2011 sono piu' di un milione e 460 mila, il 10,2% in piu' dell'anno precedente. Si interrompe cosi' il trend discendente dell'ultimo periodo.

Nel Mezzogiorno i valori sono costantemente piu' bassi rispetto alla media nazionale. Sono i dati diffusi dall'Istat.

Nel 2010 l'azione penale e' iniziata per 1.003,8 persone ogni 100 mila abitanti, mentre l'archiviazione ha interessato 1.072,2 persone. Le persone rinviate a giudizio sono state imputate soprattutto per furto (82 imputati per 100 mila abitanti) e lesioni volontarie personali (69,1).

Sempre nel 2010 sono stati 229.813 i condannati, 380 persone per 100 mila abitanti (l'11,3% in meno rispetto all'anno precedente). I delitti per cui si e' avuto il maggior numero di condannati sono il furto (44,6 condannati per 100 mila abitanti, in lieve diminuzione rispetto al 2009) e la violazione delle leggi in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope (43,0).

Nel 2012 il 26,4% delle famiglie segnala la presenza di rischio di criminalita' nella zona in cui vive. Il confronto con i dati relativi all'anno precedente mostra una sostanziale stabilita' della percezione di questo rischio.

Alla fine del 2011 si contano quasi 67 mila detenuti, circa 110 persone ogni 100 mila abitanti, in calo rispetto all'anno precedente. L'indice di affollamento delle carceri, che a livello nazionale assume il valore di 146,4 detenuti per 100 posti letto previsti, mostra come le strutture carcerarie siano inadeguate a ospitare un numero cosi' alto di reclusi.

red/mpd

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