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pubblicato il 19/set/2011 20:05

Scuola/Geologi: 46% edifici non a norma, 9 mln persone a rischio

Costruiti prima 1990: in Sicilia è allarme e Stato tampona solo

Scuola/Geologi: 46% edifici non a norma, 9 mln persone a rischio

Roma, 19 set. (askanews) - Quasi una scuola italiana su due presenta importanti danni strutturali o della mancata assistenza che mettono a rischio la vita di insegnanti ed alunni. A denunciarlo è stato oggi il Consiglio nazionale dei geologi, che in corrispondenza del primo giorno di scuola tutti gli alunni italiani - mancavano all'appello solo Abruzzo, Basilicata ed Emilia Romagna - ha divulgato notizie allarmanti sull'edilizia scolastica: la metà delle scuole, circa il 46%, presenterebbero carenze edilizie tali da mettere a rischio quotidiano di incolumità nove milioni di persone, tra docenti, personale amministrativo e alunni. Secondo il presidente del Cng, Gian Vito Graziano, "su oltre 50.000 scuole presenti in Italia il 46% è stato realizzato tra il 1965 e il 1990. Ciò evince una totale carenza di sicurezza in merito agli attuali standard normativi sul rischio sismico, primi tra tutti i dettami delle nuove norme tecniche sulle costruzioni del 2008 e le varie circolari ministeriali successive". Graziano ha poi menzionato la mancanza di certificazione di moltissimi istituti scolastici per quanto concerne l'agibilità statica e la loro collocazione in aree a forte rischio sismico: "Il 57% delle nostre scuole non possiede il certificato di idoneità statica, cioè quel documento che certifica la 'buona salute' dei pilastri, delle travi e di tutte le parti strutturali di un edificio, e il 34% delle stesse è ubicato in aree sismiche". Una delle regioni più esposta a rischio crolli è la Sicilia: secondo Emanuele Doria, presidente dei geologi di Sicilia, "l'11% degli edifici scolastici nazionali sono rappresentati da manufatti nati originariamente con altre destinazioni d'uso: nella nostra regione, in particolare, il 90% degli edifici pubblici verificati non hanno superato i test antisismici, la nostra classe politica ha il dovere di fare qualcosa per garantire maggiore sicurezza alle nostre scuole e a quanti le vivono nel quotidiano". Per il geologo siciliano è indispensabile, quindi, che "come già previsto nell'ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri- 3907/2010, passata in sordina per la maggior parte dei comuni, si istituisca un fondo aggiuntivo al contributo nazionale per l'effettuazione di studi di microzonazione sismica, a favore della sicurezza degli edifici nelle zone a rischio sismico, come già fatto - conclude Doria - da molte regioni". Le stime fornite oggi dal Consiglio nazionale dei geologi non sono molto diverse da quelle rese pubbliche qualche settimana fa dalla Conferenza delle regioni, secondo cui ad oggi sarebbero ancora 20mila gli edifici scolastici ancora non a norma. Ed anche dall'ultimo rapporto annuale di Legambiente sull'edilizia scolastica, 'Ecosistema Scuola 2011', risulta che il 36% degli istituti è in situazione di emergenza: per Legambiente dei 42.000 edifici esistenti la metà è situata ancora in aree a rischio sismico. E lo Stato cosa fa? L'ultimo piano straordinario di 358 milioni, varato nel 2010, sotto il controllo dei ministeri dell'Istruzione e delle Infrastrutture, ha puntato a sanare essenzialmente lo stato di alta pericolosità di alcune centinaia di istituti. E della annunciata, da anni, anagrafe degli edifici si sono perse le tracce: il tavolo ministeriale incaricato di completare il censimento entro il 5 agosto 2009, lo scorso mese di ottobre era giunto, a quanto risulta, al 60% dei rilevamenti.

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