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pubblicato il 08/gen/2014 12:00

Scuola, caso stipendi anche per gli Ata. Il Mef richiede 13 mln

Coinvolti 11.500 lavoratori, Cisl: "In atto un vero bracconaggio"

Scuola, caso stipendi anche per gli Ata. Il Mef richiede 13 mln

Roma, 8 gen. (askanews) - Dopo gli insegnanti tocca ai lavoratori ausiliari, tecnici e amministrativi (Ata) della scuola, su migliaia dei quali pende ora la minaccia di dover restituire una parte cospicua degli stipendi degli ultimi anni. A quanto riferisce la Cisl Scuola, infatti, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha chiesto al Ministero dell'Istruzione di restituire una parte delle retribuzioni di circa 11.500 Ata (7.704 bidelli, 2.668 assistenti amministrativi e 1.170 assistenti tecnici) che nel 2011 hanno visto aumentare i loro stipendi dopo aver passato un concorso e svolto una formazione per delle nuove posizioni lavorative. Nel frattempo però il Ministero della Funzione pubblica non ha legittimato quella procedura e ora il Mef ha chiesto indietro i soldi, circa 13 milioni di euro. Il dicastero guidato da Maria Chiara Carrozza ha provato a contestare la posizione del Mef, ma con un'ultima circolare ha dovuto prendere atto della situazione e ha chiesto agli uffici di Via XX Settembre di rateizzare l'importo richiesto. Per il segretario della Cisl Scuola, Raffele Scrima, "è in atto un'azione da parte del Mef nei confronti del personale della scuola di appropriazione delle retribuzioni, perchè i passaggi sul personale Ata sono stati fatti con un regolare contratto che ha selezionato il personale con prove concorsuali, lo ha formato e da due anni sono stati collocati nelle nuove posizioni lavorative, naturalmente con nuove posizioni economiche pagate con risorse contrattuali. Ora il ministero, non essendo passato il consenso della Funzione pubblica, chiede che il personale che da due anni lavora nelle nuove posizioni lavorative restituisca quanto percepito legittimamente per un lavoro già svolto. Non è una caccia alla retribuzione, è un vero bracconaggio", conclude Scrima.

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