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pubblicato il 30/lug/2011 13:39

Scout/Maxicampo da 1400 ragazzi e avventura lieto fine nel Lazio

A Veroli (Fr) squadriglia si perde ma viene ritrovata in serata

Scout/Maxicampo da 1400 ragazzi e avventura lieto fine nel Lazio

Roma, 30 lug. (askanews) - Vengono ammainate oggi le bandiere del campo regionale Agesci "2011: le Squadriglie che fecero l'Impresa", che si è tenuto a Prato di Campoli, nel Comune di Veroli (FR) con la partecipazione di circa 1400 ragazzi dai 12 ai 16 anni provenienti da tutto il Lazio. Al via alle 17 la cerimonia di chiusura del campo di dieci giorni, il primo di queste dimensioni organizzato dall'AGESCI Lazio con l'obiettivo di far riscoprire agli adolescenti l'autonomia, il protagonismo, la competenza. Dopo la Santa Messa celebrata da padre Paolo Benanti, assistente ecclesiastico regionale dell'Associazione, si terrà l'ammainabandiera seguito dal concerto di "Il bandito e il guidone", il gruppo musicale di capi del Lazio che reinterpreta in chiave rock alcuni canti della tradizione scout. Il campo, oltre 300 tende su otto ettari di prato a 1200 metri di altezza, nel cuore dei Monti Ernici, ha visto le oltre 200 Squadriglie partire per altrettante "missioni", una giornata alla scoperta del territorio circostante nei suoi diversi ambiti: l'acqua, il bosco, la città. Finale a sorpresa per l'ultima giornata di missioni, quella di venerdì 29 luglio, che ha visto la Squadriglia Aquile del gruppo Roma 47 avventurarsi sulla Costa dei Fiori lungo un circuito segnato dal Cai e già percorso da altre Squadriglie nei giorni scorsi. I ragazzi, giunti in quota, dovevano piegare a destra per rientrare all'accampamento lungo la Costa dei Fiori. "Abbiamo superato il bivio", spiega il Capo Squadriglia, D., cui erano affidati i ragazzi più piccoli, "e ce ne siamo resi conto quando abbiamo raggiunto un rifugio in alta quota dal quale si aveva una buona visuale della vallata. A quel punto, viste in lontananza le luci del campo, siamo tornati sui nostri passi, avvicinandoci in direzione delle tende". Al Campo regionale, dove i ragazzi erano attesi dopo le 18, l'allarme è stato lanciato poco prima delle 20 al Corpo forestale dello Stato, che ha fatto subito partire le ricerche. Nel frattempo la Protezione civile regionale presente al campo ha a sua volta allertato le forze dell'ordine. I primi a partire sulle tracce dei ragazzi sono stati gli stessi capi scout che, accompagnati dal Sovrintendente Roberto Pomponi della Forestale, si sono incamminati sul sentiero. A dare loro aiuto anche Emilio, un pastore che porta il gregge al pascolo nella zona, che li ha avvisati di aver sentito in lontananza le voci dei ragazzi poco prima. La squadra di soccorso è entrata in contatto vocale con i sei componenti della Squadriglia, che sono riusciti a segnalare la loro posizione: l'allarme è quindi rientrato poco dopo le 22. Nel frattempo - si legge in un comunicato Agesci - a Prato di Campoli erano giunti i Carabinieri, la Polizia di Stato, Vigili del fuoco e gli uomini del Soccorso alpino che, con l'auto fuoristrada, si sono avviati nella direzione dei ragazzi lungo un altro tracciato. Intanto i capi scout, insieme a Pomponi e ad Emilio, buon conoscitore della zona, hanno raggiunto i ragazzi a piedi e li hanno ricondotti all'inizio del sentiero; da qui i sei sono stati riaccompagnati al campo grazie agli automezzi delle forze dell'ordine. Chi li ha raggiunti li ha trovati stanchi ma in ottima salute, e con il morale alto per aver saputo gestire bene la situazione difficile che avevano dovuto affrontare. Condotti al Punto medico di assistenza allestito permanentemente presso il campo, i sei si sono rifocillati, scaldati e addormentati poco dopo. Un grazie speciale dall'AGESCI Lazio va al pastore Emilio, al sovrintendente Pomponi e a tutte le forze dell'ordine, coordinate dal questore Giuseppe De Matteis, che hanno atteso al campo di poter accertare il buon esito della serata e constatare di persona le condizioni dei ragazzi. I sei componenti delle Aquile questa mattina hanno parlato di persona con le famiglie, per raccontare l'avventura che li ha lasciati più forti, e consapevoli dell'importanza di saper affrontare gli imprevisti con coraggio e spirito di collaborazione. L'Agesci, la più rappresentativa associazione scout d'Italia, conta nel Lazio più di 14mila associati ed è presente in oltre 60 Comuni. E' la prima volta che propone un campo di queste dimensioni rivolto alla branca Esploratori/Guide (11-16 anni). "Il nostro obiettivo - ricordano i Responsabili regionali Chiara Clementi e Alessandro De Gennaro - è favorire nei giovani lo sviluppo dell'autonomia, della competenza e del protagonismo, e offrire loro l'occasione, divertendosi, di scoprire nuovi talenti da mettere al servizio del prossimo". Il campo è patrocinato da Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Parlamento Europeo, Giunta e Consiglio regionale del Lazio; dalle Province di Roma, Frosinone, Latina e Viterbo; dai Comuni di Roma Capitale, Veroli e Viterbo.

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