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pubblicato il 20/apr/2012 08:26

Scontri Roma/Perquisizioni e arresti nella Capitale e in 5 città

Per devastazioni e saccheggi in manifestazione 15 ottobre scorso

Scontri Roma/Perquisizioni e arresti nella Capitale e in 5 città

Roma, 20 apr. (askanews) - Maxi-retata della forze dell'ordine per le devastazioni e i saccheggi avvenuti nella manifestazione di Roma del 15 ottobre scorso. Dalla prime ore di questo mattino personale della Digos e dei Ros di Roma stanno eseguendo numerosi arresti e provvedimenti cautelari disposti dal Gip del tribunale della Capitale con decreti di perquisizione di locali e personali "nei confronti di soggetti resisi responsabili dei gravissimi reati di devastazione e saccheggio, oltre alla resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale commessi durante la manifestazione tenutasi a Roma il 15 ottobre 2012". Lo rendono noto i Ros dei carabinieri spiegando che sono state eseguite: 5 misure cautelari a Roma (2 arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria); 4 arresti domiciliari a Teramo e provincia nei confronti di esponenti di "Azione antifascista Teramo" e delle locali frange violente delle tifoserie; 1 arresto domiciliare ad Ancona; 3 misure di presentazione alla polizia giudiziaria a Padova, Cosenza e Macerata e 14 decreti di perquisizione nelle medesime località. L'operazione prende spunto dall'attività investigativa coordinata dal Pool Antiterrorismo della procura della Repubblica di Roma, condotta in stretta collaborazione con i Ros e la Digos di Roma, che negli ultimi mesi sono riusciti a identificare i soggetti che si erano resi responsabili delle violenze gravi di roma, devastando numerose banche, negozi, uffici del ministero della Difesa, oltre ad avere incendiato numerose vetture e un blindato dell'Arma dei Carabinieri. Le indagini - spiegano ancora i Ros - sono state sviluppate nei confronti di soggetti inseriti nell'interno dell'area antagonista e anarchica nazionale, nonchè di alcune componenti delle tifoserie ultras. Tra queste emergeva un gruppo proveniente dalla provincia di Teramo all'interno del quale erano inseriti esponenti dell'area antagonista e di "Azione antifascista Teramo", resisi responsabili di più azioni criminose lungo lo svolgimento del corteo e, in particolare, dell'assalto e dell'incendio al furgone blindato dell'Arma dei Carabinieri.

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