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pubblicato il 17/apr/2013 16:04

Sclerosi Multipla: pazienti, bene centri del Lazio ma si puo' migliorare

Sclerosi Multipla: pazienti, bene centri del Lazio ma si puo' migliorare

(ASCA) - Roma, 17 apr - Promossi dai pazienti, i servizi offerti dai Centri per la Sclerosi Multipla nel Lazio: sono orientati verso i bisogni degli utenti, anche se e' ancora carente il coinvolgimento nelle politiche aziendali di cittadini e di associazioni civiche e di pazienti .

Questo uno dei principali aspetti emersi dal Rapporto 2012 ''Valutazione civica dei Centri per la Sclerosi Multipla nel Lazio'', realizzato da Cittadinanzattiva Lazio-Tribunale per i diritti del malato, con il sostegno non condizionato di Biogen Idec, e che ha coinvolto i 6 principali Centri della regione - l'AO San Camillo-Forlanini (capofila del progetto), il San Filippo Neri, il Policlinico Sant'Andrea, il Policlinico Tor Vergata, il Policlinico Umberto I ed il Policlinico Gemelli.

L'indagine, presentata oggi a Roma, fa emergere con forza ''la necessita' di sviluppare un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) strutturato nel Lazio, che possa fungere da riferimento per tutti i centri Sclerosi Multipla'', come ha dichiarato Francesca Diamanti, di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato Lazio, curatrice del progetto. Tra le aree di miglioramento individuate, le politiche per favorire la qualita' di vita delle persone con Sclerosi Multipla presentano ancora un ampio margine di miglioramento.

Quanto all'orientamento verso i cittadini, il fattore di valutazione piu' debole risulta essere l'accesso alle prestazioni. ''Oltre ai PDTA, e' per noi fondamentale che la Regione proceda speditamente nella direzione di una revisione in termini di appropriatezza dello strumento del Pacchetto Assistenziale Complesso diagnostico (PAC)'', ha aggiunto Francesca Diamanti. Secondo Giuseppe Banfi, Amministratore Delegato di Biogen Idec Italia, ''la fotografia scattata da Cittadinanzattiva in Lazio individua in modo compiuto la strada da seguire nella costruzione di un preciso Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) capace di coniugare le necessita' di cura dei pazienti e una maggiore appropriatezza nell'utilizzo delle risorse disponibili del Servizio Sanitario''. Dai dati emerge infatti trasversalmemte la necessita' di potenziare e rendere piu' efficace l'informazione e la comunicazione, la tutela dei diritti e la personalizzazione delle cure.

Fra le priorita' da affrontare, dunque, ''l'individuazione di strumenti e strategie per favorire l'orientamento dei pazienti rispetto all'accesso ad alcune procedure per tutelare i propri diritti in ambito sanitario, sociale, assistenziale e lavorativo; il miglioramento di alcuni aspetti relativi all'accoglienza della persona nei Centri SM; l'integrazione dei Centri SM con la medicina del territorio''.

Oltre a maggiore coinvolgimento e partecipazione delle organizzazioni civiche e delle associazioni di pazienti SM nelle politiche aziendali riferite alla patologia.

red/mpd

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