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pubblicato il 18/ott/2013 19:20

Sclerosi multipla: fino al 70% dei pazienti soffre di disturbi cognitivi

Sclerosi multipla: fino al 70% dei pazienti soffre di disturbi cognitivi

(ASCA) - Taormina, 18 ott - Quasi 7 pazienti su 10 affetti da sclerosi multipla soffrono di disturbi cognitivi, condizione che colpisce frequentemente i pazienti anche nelle primissime fasi della malattia, con un effetto negativo sulla loro qualita' della vita e le relazioni sociali. Se ne parla oggi e domani a Taormina nell'ambito di un incontro internazionale promosso da Serono Symposia International Foundation che vede riuniti i massimi esperti a livello internazionale nel campo della ricerca neurologica sulla Sclerosi Multipla (SM).

La sclerosi multipla e' una delle malattie neurologiche piu' comuni al mondo e il numero stimato delle persone affette da questa patologia e' passato da 2,1 milioni nel 2008 a 2,3 milioni nel 2013. Il danneggiamento cognitivo si manifesta soprattutto in una minore attenzione, nella diminuita velocita' di elaborazione delle informazioni (episodica), nella scarsa memoria, altera le funzioni esecutive e spesso colpisce la vita personale e professionale dei pazienti.

''Questa disfunzione cognitiva ha un forte impatto sulle attivita' della vita quotidiana dei pazienti - ha dichiarato il Francesco Patti, Professore di neurologia Universita' degli Studi di Catania e Responsabile del Centro Sclerosi Multipla Policlinico di Catania del Dipartimento di Neuroscienze, Universita' di Catania, organizzatore scientifico locale dell'evento -. Anche se stiamo ancora discutendo su come trattare il declino cognitivo, studi controllati indicano che le terapie immunomodulanti sono associate ad un miglioramento cognitivo modesto''. I disturbi cognitivi, di cui i pazienti sono spesso inconsapevoli poiche' non sempre riconoscibili in maniera chiara, possono manifestarsi anche al momento del primo attacco, in qualsiasi tipo di SM, in qualsiasi stadio ed a qualsiasi eta'.

''Questa malattia - ha spiegato Giancarlo Comi, Direttore del Dipartimento di Neurologia e dell'Istituto di Neurologia Sperimentale, Universita' Vita-Salute San Raffaele, Milano, Italia e Presidente del Comitato Scientifico SSIF - colpisce soprattutto i giovani ed e' quindi molto importante migliorare la gestione del deficit cognitivo. In un campo cosi' difficile, il nostro impegno e' quello di migliorare la gestione clinica e questo tipo di discussione puo' sicuramente aiutare a condividere le conoscenze e le raccomandazioni per una buona pratica clinica''.

red/mpd

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