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pubblicato il 14/ago/2013 17:31

Scienza: italiani scoprono campo magnetico piu' intenso dell'universo

Scienza: italiani scoprono campo magnetico piu' intenso dell'universo

(ASCA) - Roma, 14 ago - Una ricerca italiana, in uscita sul numero di domani della prestigiosa rivista scientifica Nature, fa luce sulla natura di alcuni tra gli astri piu' misteriosi del cosmo, le ''magnetar'', gli oggetti celesti generati dal collasso di grandi stelle, che posseggono i campi magnetici piu' intensi dell'universo.

Grazie al lavoro degli scienziati italiani e' stato infatti possibile per la prima volta misurare direttamente il campo magnetico della magnetar SGR 0418+5729, collocata a 6500 anni luce dal sistema solare, la cui intensita' e' risultata milioni di miliardi di volte superiore a quella terrestre, al punto di essere la piu' alta mai registrata nell'universo.

I ricercatori sono riusciti a stabilirne la forza, misurando l'energia dei raggi X emessi dalla magnetar e rilevati dal telescopio spaziale XMM-Newton dell'Agenzia Spaziale Europea, ESA.

La ricerca apre importanti prospettive nello studio delle magnetar e delle potenti emissioni di raggi X e gamma che si verificano sulla superficie di queste stelle, cosi' intense da interferire, in alcuni casi, con le telecomunicazioni terrestri. Si ipotizza infatti che alla base di queste esplosioni cosmiche ci siano proprio i forti campi magnetici come quello misurato per la prima volta dagli scienziati italiani.

La ricerca, di cui e' primo autore Andrea Tiengo, ricercatore in astronomia e astrofisica alla Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia, annovera tra gli autori anche Giovanni Bignami, professore ordinario di astronomia allo IUSS e presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica INAF.

Lo studio e' frutto di un lavoro che ha coinvolto anche scienziati dell'Universita' di Padova, dell'University College di Londra, del laboratorio di astrofisica interdisciplinare (AIM) appartenente al centro di ricerca francese CEA (Commissariat a' l'e'nergie atomique et aux e'nergies alternatives) e dell'Istituto di Scienze dello Spazio (ICE) di Barcellona.

La scoperta degli scienziati italiani rappresenta la prima dimostrazione diretta e lampante della ''teoria delle magnetar'', elaborata oltre vent'anni fa dagli astrofisici Robert Duncan e Christopher Thompson. Spiega Andrea Tiengo, primo autore della ricerca: ''Negli ultimi decenni la teoria delle magnetar e' stata confermata da diverse osservazioni e sono state scoperte nella nostra galassia circa venti stelle di neutroni di questa specie, ma nessuno, prima d'ora, era mai riuscito a misurare direttamente l'intensita' del campo magnetico di questi oggetti celesti. La scoperta rappresenta pertanto un passo in avanti importante verso la comprensione piu' approfondita di questi eventi cosmici''.

La scoperta ha fatto emergere un aspetto ancora piu' importante sul comportamento delle magnetar. La misurazione, infatti, ha dimostrato l'esistenza sulla superficie della stella di una regione con un campo magnetico piu' intenso rispetto a quello complessivo della magnetar. Questo aspetto e' fondamentale perche' proprio la presenza di piu' campi magnetici di diversa intensita' nella stessa stella e' ritenuta una delle principali cause delle esplosioni cosmiche, in analogia a quanto e' stato gia' osservato, ad esempio, con le esplosioni (i cosiddetti ''brillamenti'') solari.

Lo studio e' stato possibile grazie ai finanziamenti dell'INAF e dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Le strumentazioni sono state messe a disposizione dall'Agenzia Spaziale Europea, ESA, e dalla NASA.

red/mpd

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