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pubblicato il 07/nov/2014 19:21

Sblocca Italia, Fiaip: per rilanciare Paese serve molto di più

"Non è coraggioso: buone intenzioni non hanno portato a niente"

Sblocca Italia, Fiaip: per rilanciare Paese serve molto di più

Genova (askanews) - Per fare ripartire il Paese e rilanciare il mercato immobiliare le misure introdotte dal decreto Sblocca Italia non bastano. Lo sostiene il presidente nazionale della Fiaip, Paolo Righi, che ha partecipato ad un convegno su fisco e immobili organizzato a Genova dalla Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali.

"Siamo molto critici -ha affermato Righi- con il decreto Sblocca Italia perché non è un provvedimento coraggioso, ci attendevamo molto di più per far ripartire questo Paese. Il decreto Sblocca Italia prima e la legge di stabilità dopo non contengono norme che possano rilanciare il mercato immobiliare. Lo Sblocca Italia era partito con tutte le più buone intenzioni, cercando di liberalizzare le locazioni commerciali che non sono state liberalizzate e cercando di favorire l'acquisto a fini locatizi ma le norme sono troppo stringenti e quindi non ci sarà nessun tipo di beneficio. Insomma -ha affermato il presidente della Fiaip- tante buone intenzioni che non hanno portato a niente".

Al governo il mondo dell'immobiliare chiedeva invece un segnale forte: l'abbassamento della pressione fiscale che, secondo la Fiaip, si poteva ottenere attraverso la diminuzione delle rendite catastali. Al centro del convegno di Genova, a cui hanno preso parte anche il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani ed il consigliere dell'Ordine del notariato, Paolo Mariotti, oltre al decreto Sblocca Italia che è appena diventato legge, anche la riforma del catasto che la prossima settimana finirà sul tavolo del Consiglio dei ministri. "E' una riforma tanto attesa -ha spiegato il presidente della Fiaip, Paolo Righi- a cui noi guardiamo con molta attenzione perché nei concetti base la riteniamo giusta ma il problema è che vengono affidate le rendite a un algoritmo che non vorremmo che diventasse l'ennesimo bancomat con cui il governo alza sempre le tasse sull'immobiliare".

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