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pubblicato il 24/mag/2011 10:42

Sarah Scazzi/Attesa su nuovi risultati esami Ris su Dna indagati

Domani a Roma nuovi 'accertamenti tecnici irripetibili'

Sarah Scazzi/Attesa su nuovi risultati esami Ris su Dna indagati

Taranto, 24 mag. (askanews) - Per chiudere il cerchio sull'omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa lo scorso 26 agosto, servono le prove tecniche e i riscontri scientifici. Nel fascicolo della Procura di Taranto non ci sarebbe infatti ancora la relazione finale e definitiva sull'esito dei numerosi esami affidati fino ad ora ai reparti scientifici dell'Arma. Ma su questo fronte le indagini sono ancora in corso. Domani nella sede del Ris di Roma si terranno nuovi accertamenti tecnici irripetibili affidati dalla Procura di Taranto ai carabinieri. Si tratta degli esami di tipo dattiliscopico-biologico su una serie di reperti sequestrati a casa Misseri e nel garage della stessa abitazione e sul Dna prelevato a metà aprile a Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele Misseri, indagati per concorso in soppressione di cadavere, a Cosima Serrano e a Ivano Russo, il ragazzo di Avetrana conteso tra Sarah e sua cugina Sabrina che è l'unico dei sei a non risultare indagato. Ieri, infatti, si è appreso che anche Cosima Serrano è stata iscritta nel registro degli indagati per concorso in sequestro di persona, omicidio e soppressione del cadavere della nipotina Sarah. Nel corso di questi nove mesi di indagine sono stati molteplici gli accertamenti tecnici. A cominciare da quelli sulla prima prova regina: il cellulare di Sarah fatto ritrovare mezzo bruciacchiato da zio Michele a fine settembre nelle campagne alle porte di Avetrana. Dopo la prima confessione di Misseri, a ottobre, la Procura dispose accertamenti su un cartone ritrovato nel vano posteriore della Seat Marbella utilizzata dallo stesso Michele. Poi fu la volta di alcuni pezzi di corda recuperati tra il garage, il trattore e l'auto dello stesso Misseri, che, se utilizzati davvero per strangolare la quindicenne, avrebbero dovuto rivelare la presenza del dna di Sarah. Michele contribuì anche a far recuperare un'altra corda, quella che avrebbe utilizzato per calare il corpo di Sarah nella cisterna. Anche questo reperto si trova nella sede del Ris di Roma. Dopo l'ennesimo cambio di versione dello zio Michele, la Procura a novembre dell'anno scorso dispose il sequestro e chiese accertamenti tecnici irripetibili sulle cinture, 49 in tutto, ritrovate tra il garage e l'abitazione dei Misseri. I carabinieri le analizzarono nei laboratori del Ris, ma ufficialmente l'esito degli esami non è mai stato reso noto.

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