giovedì 19 gennaio | 12:11
pubblicato il 01/giu/2011 14:05

Sarah Scazzi/ L'intervista di Michele, le critiche degli avvocati

Nemmeno oggi l'indagato assolverà all'obbligo di firma in caserma

Sarah Scazzi/ L'intervista di Michele, le critiche degli avvocati

Avetrana, 1 giu. (askanews) - Non ha resistito al richiamo della terra Michele Misseri che, qualche minuto dopo mezzogiorno, ha rotto il suo isolamento volontario, che durava da due giorni, ed è uscito nel giardino della villetta di via Deledda per potare con una piccola accetta un albero e una pianta rampicante. Nonostante i pressanti inviti di giornalisti e cameraman, Misseri non ha inteso rilasciare dichiarazioni. Ieri sera è andata in onda nella trasmissione di Canale 5, Matrix, l'intervista a Michele raccolta da una troupe nell'abitazione di famiglia subito dopo l'arrivo dell'uomo dal carcere. Il contadino di Avetrana - che resta indagato per l'omicidio di Sarah, il vilipendio e la soppressione del suo cadavere - si è pubblicamente professato colpevole unico del delitto e ha dichiarato che la moglie Cosima Serrano e la figlia Sabrina (la prima in carcere dallo scorso giovedì, la seconda dal 15 ottobre 2010), non c'entrano nulla con la vicenda. Gli avvocati della famiglia Scazzi hanno parlato di "sceneggiata volgare, offensiva, insultante per la memoria". Secondo il legale Valter Biscotti l'intervista mandata in onda "non rispetta il dolore di Concetta ed è un insulto e un'offesa all'intelligenza degli italiani che hanno capito come sono andate le cose". Nessun commento ufficiale dalla procura, ma, secondo indiscrezioni, sembra che per gli inquirenti le dichiarazioni di Misseri rilasciate alla giornalista di Matrix non valgano nulla. Fonti giudiziarie confermano che la procura ha una montagna di prove contro madre e figlia attualmente detenute. Sarah, secondo l'accusa, è stata uccisa dalla cugina Sabrina con la complicità della mamma di quest'ultima, Cosima, che non sarebbe intervenuta per fermare la figlia. Le due donne sono in carcere per concorso in omicidio e soppressione di cadavere. Nemmeno oggi, infine, il contadino di Avetrana si recherà dai carabinieri per il cosiddetto obbligo di firma. Il gip Martino Rosati, accogliendo una istanza del legale di Michele, Francesco De Cristofaro, ha concesso che Michele resti a casa e assolva a domicilio all'obbligo di legge. Saranno i carabinieri a raggiungerlo nel pomeriggio nella sua abitazione.

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