lunedì 16 gennaio | 18:31
pubblicato il 24/mag/2011 05:10

Sarah Scazzi/ Cosima indagata, l'accusa è concorso in omicidio

Pochi giorni fa aveva detto: Se vogliono arrestarmi facciano pure

Sarah Scazzi/ Cosima indagata, l'accusa è concorso in omicidio

Taranto, 24 mag. (askanews) - Per Cosima Serrano l'avviso di garanzia non è un fulmine a ciel sereno. La donna, madre di Sabrina e moglie di Michele Misseri, è iscritta nel registro degli indagati della Procura di Taranto per concorso in sequestro di persona, omicidio e soppressione del cadavere della nipotina quindicenne Sarah Scazzi secondo quanto si è appreso ieri. Solo quattro giorni fa aveva detto a Mediaset: "Se volessero arrestare anche me, lo facciano pure. Tanto il carcere di Taranto lo hanno già sistemato, finirò con mio marito e mia figlia". Il nome della Serrano è finito nel registro degli indagati, sia pure per un atto dovuto: accertamenti tecnici irripetibili affidati dalla Procura di Taranto ai carabinieri del Ris di Roma. Si tratta degli esami di tipo dattiliscopico-biologico su una serie di reperti sequestrati a casa Misseri e nel garage della stessa abitazione e sul dna prelevato a metà aprile a Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele Misseri indagati per concorso in soppressione di cadavere, alla stessa Cosima Serrano e a Ivano Russo, il ragazzo di Avetrana conteso tra Sarah e sua cugina Sabrina che è l'unico dei sei a non risultare indagato. Per l'omicidio di Sarah Scazzi, dal 6 ottobre scorso, è in carcere Michele Misseri. L'uomo fece ritrovare il cellulare della nipote nelle campagne di Avetrana a fine settembre e qualche giorno crollò confessando agli inquirenti una versione dei fatti che avrebbe poi più volte cambiato. Infatti, solo qualche giorno più tardi, il 15 ottobre, Michele chiamò in correità la figlia Sabrina nel delitto della quindicenne e la ragazza fu arrestata poche ore più tardi. In carcere finirono anche Carmine Misseri e Cosimo Cosma, arrestati nel febbraio scorso con l'accusa di concorso in soppressione di cadavere e scarcerati dopo circa un mese su disposizione del tribunale del Riesame. Ma lo stesso Michele, in una lettera del 9 febbraio 2011 inviata dal carcere al suo avvocato, avrebbe cambiato ancora le carte in tavola e si sarebbe autoaccusato del delitto, scagionando di fatto la figlia Sabrina. Il contadino avrebbe scritto di aver strangolato Sarah in un raptus provocato dal fatto che non era riuscito a avviare il trattore. Secondo la versione di Michele, la nipote, nella caduta successiva al soffocamento, avrebbe sbattuto la testa contro un compressore. Per accertare le nuove dichiarazioni di Misseri, i carabinieri sequestrarono i due compressori presenti nel garage della villetta di via Deledda. L'esame del Ris servirà a scoprire se su uno dei macchinari ci siano tracce del dna di Sarah. Sotto la lente dei Ris finirà anche il cellulare di Sarah e le linguette di metallo che la ragazzina usava legare al telefono per abbellirlo. Sull'apperecchio furono isolati due profili genetici, uno maschile e uno femminile, che sembra non appartengano né a Sabrina, né a suo padre Michele. Da qui la richiesta di prelevare anche il dna delle altre persone coinvolte a vario titolo nelle indagini sull'omicidio della quindicenne avvenuto il 26 agosto scorso ad Avetrana. Michele Misseri sarà comunque interrogato nei prossimi giorni dagli avvocati di sua figlia Sabrina. Manca solo il via libera del gip Martino Rosati per fissare il confronto in carcere, ma alla richiesta formulata dagli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, hanno espresso favorevole il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Mariano Buccoliero, titolari dell'inchiesta sull'omicidio di Sarah Scazzi, avanzando come unica condizione di essere presenti all'interrogatorio. L'iscrizione di Cosima Serrano nel registro degli indagati arriva dopo la sentenza della Cassazione che, nei giorni scorsi, ha stabilito che Michele Misseri, con le sue sette versioni del delitto, è inattendibile e che va rivista la sentenza con cui il tribunale dell'Appello il 18 gennaio scorso ha respinto la richiesta di revoca della custodia cautelare nei confronti di sua figlia Sabrina.

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