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pubblicato il 10/set/2012 10:17

Sanità/Primario si autodenuncia: Pagato da 2 anni senza lavorare

Al Santo Spirito senza più reparto fermo 6 ore a giorno per 5 mln

Sanità/Primario si autodenuncia: Pagato da 2 anni senza lavorare

Roma, 10 set. (askanews) - Cinquemila euro netti al mese dal Servizio Sanitario Nazionale da due anni, per stare sei ore e venti ogni giorno lavorativo senza fare nulla, distaccato dall'Ospedale pubblico Santo di Spririto di Roma nella casa di cura villa Betania. Dove però l'Azienda ospedaliera, ha chiuso il reparto di chirurgia maxillo-facciale di cui era (e formalmente è ancora) primario. Senza neppure disporne, per decisione della Regione Lazio di pochi giorni fa, la riapertura quando il Tribunale del Lavoro di Roma, nel maggio scorso, ha accolto il ricorso presentato dal medico che si era autodenunciato e aveva ordinato alla Asl competente di Roma di reintegrare a villa Betania i due medici dipendenti della maxillo-facciale, impedendo così la ripresa dell'attività del reparto. E' la storia del primario pubblico romano Domenico Scopelliti, pubblicata oggi sul quotidiano 'la Repubblica'. "Mi pagano cinquemila euro netti al mese per non fare niente. Nei giorni di servizio l'unica operazione che faccio - ha raccontato sconsolato il chirurgo- è timbrare il cartellino. Mentre nei giorni liberi opero gratis i miei pazienti...". Scopelliti, origini calabresi, ha 51 anni. E' Cavaliere della Repubblica dal 2008, ha partecipato come chirurgo a 38 missioni internazionali, vanta un curriculum composto da 40 pagine. Dal 2000 è il primario del reparto di chirurgia maxillofacciale di villa Betania, dependance dell'ospedale Santo Spirito di Roma. Nel marzo scorso è stato anche nominato Capo del Dipartimento di Chirurgia di tutta la Asl romana di competenza dell'ospedale. Il 30 Settembre 2010 la Regione Lazio ha chiuso il reparto di villa Betania per ragioni di bilancio. La chiusura è diventata operativa nel marzo 2011 con il trasferimento altrove dei medici dipendenti del reparto. Nel maggio 2012 il Tribunale del Lavoro di Roma ha accolto il ricorso di Scopelliti e dei suoi collaboratori contro i trasferimenti, respingendo il reclamo dell'azienda contro la possibile riapertura del reparto. La Regione Lazio ha però nei giorni scorsi invitato la Asl a non procedere al reintegro dei medici nel reparto, onde evitarne la ripresa di attività.

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