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pubblicato il 10/dic/2013 14:59

Sanita': Rapporto FIASO, migliora qualita' ma con occhio attento a costi

Sanita': Rapporto FIASO, migliora qualita' ma con occhio attento a costi

(ASCA) - Roma, 10 dic - Mentre le politiche di welfare sembrano sempre piu' orientate verso il ''mettere soldi in tasca'' per assistere chi e' piu' fragile, la ASL 4 di Prato dimostra quanto sia molto piu' produttivo offrire servizi alle persone. E cosi', con soli mille euro ad anziano, riesce a garantire l'assistenza domiciliare agli ultra sessantacinquenni soli e non autosufficienti, formando anche le badanti e abbattendo le piu' costose giornate di ricovero.

A Trento invece si e' puntato sul sapere degli utenti dei servizi di salute mentale e dei loro familiari, che con l'esperienza favoriscono il rapporto dei pazienti con gli operatori, migliorando l'adesione alle terapie; fatto tutt'altro che frequente nel campo del disagio psichico e mentale. Poi c'e' chi, come a Bologna, ha creato una banca del latte materno per il nutrimento sicuro dei nati prematuri. O l'Ospedale S.Maria Nuova di Reggio Emilia, che dotando i ricoverati di semplice braccialetto con codice a barre e' riuscito ad abbattere gli errori in corsia, soprattutto nella somministrazione di farmaci. Il polo ospedaliero del Santo Spirito a Roma si e' calato invece nella realta' multietnica di oggi e ha trovato il modo di garantire l'assistenza religiosa alle persone di altri credi.

Tutto questo mentre si diffondo le esperienze dei PDTA, i Percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali, che per le principali patologie individuano gli accertamenti e le cure piu' appropriate per i pazienti. Un modo per migliorare gli standard di assistenza eliminando al contempo gli sprechi.

E' una sanita' in movimento verso il miglioramento della qualita' con un occhio sempre piu' attento ai costi quella che emerge dalla seconda raccolta di esperienze aziendali del ''Libro Bianco della Buonasanita''', presentato oggi a Roma e che raccoglie 75 esperienze selezionate dal Comitato Scientifico (composto da esperti delle istituzioni, del mondo accademico e delle rappresentanze dei cittadini) dell'Osservatorio FIASO (la Federazione di Asl e Ospedali) sulle buone pratiche sanitarie. La maggior parte delle esperienze selezionate dall'Osservatorio ha riguardato l'integrazione socio-sanitaria e la presa in carico delle malattie croniche (27%), tema sempre piu' strategico per Aziende ed assistiti. Mentre al secondo posto ci sono le modalita' organizzative, gestionali, formative e valutative che connotano la politiche del personale (25%). Seguono le buone pratiche tese a migliorare le strategie e gli strumenti correlati alle performance clinico-assistenziali e gestionali (24%), il rapporto medico-paziente (19% delle esperienze), i mutamenti nel ruolo e nelle funzioni dell'operatore infermieristico nei servizi ospedalieri e territoriali (5%).

In tutto sono state coinvolte 37 aziende, il 23% in piu' circa rispetto allo scorso anno. In oltre il 70% dei casi le esperienze sono state adottate in forma stabile dalle aziende.

La parte del leone e' ancora all'Emilia Romagna, con 25 buone pratiche, seguita dalle Marche con 12, ma nel complesso si assiste ad una rimonta del Sud, dove si collocano il 18,7% delle esperienze, due anni fa localizzate quasi esclusivamente al Nord. Anche se nel settentrione sono state selezionate il 56% delle esperienze e nel centro poco piu' del 25%. Al Sud la piccola Basilicata, con 4 best practice e' seconda solo alla Sicilia (5 esperienze) tra le regioni del Sud e delle Isole.

Le numerose esperienze segnalate da FIASO mostrano come sia oramai una realta' sempre piu' diffusa quella della continuita' assistenziale, ossia dei servizi capaci di prendersi cura del paziente dal momento del suo ricovero fino al post dimissioni, attraverso equipe multidisciplinari di professionisti sanitari che agiscono anche a domicilio. E sempre piu' numerose sono le iniziative per migliorare il rapporto medico-paziente. Che significa consenso alle cure e quindi minor contenzioso sanitario, all'origine di quella medicina difensiva che ci espone a rischi inutili e provoca almeno 10 miliardi di sprechi l'anno.

red/mpd

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