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pubblicato il 27/giu/2013 12:32

Sanita': Libera, illegalita' rischio piu' grande per sistema italiano

Sanita': Libera, illegalita' rischio piu' grande per sistema italiano

(ASCA) - Roma, 27 giu - Una sanita', in Italia, a 'doppia faccia'. Da un lato si gode di buona salute, si vive piu' a lungo con soddisfacenti dati di performance dei servizi sanitari, mentre, dall'altro, viene minata da opacita', illegalita', corruzione e infiltrazioni. Nel sistema sanitario ''legalita' e trasparenza possono essere usate come una terapia in grado di produrre benessere e salute''. E' quanto emerge dal dossier elaborato da Libera, Avviso Pubblico, Coripe e Gruppo Abele dal titolo ''Illuminiamo la salute. Per non cadere nella ragnatela dell'illegalita''', sulle cause che condizionano la trasparenza e la legalita' nel sistema di tutela della salute. Il rapporto, presentato a oggi Roma si e' sottolineato, ha il dichiarato ''obiettivo di sostenere i tanti operatori che quotidianamente si impegnano a contrastare le diverse forme di opacita', discrezionalita' e illegalita' presenti nel settore della sanita' e di cui spesso sono vittime involontarie e impotenti''. ''Trasparenza, legalita', fiducia, integrita' - ha dichiarato don Marcello Cozzi, vicepresidente nazionale di Libera - sono elementi essenziali nella costruzione di un sistema di tutela della salute e nella promozione del benessere. Un sistema affidabile e integro e' uno strumento di rassicurazione contro uno dei rischi piu' temuti dalla popolazione, di fiducia nelle istituzioni e nella comunita', di promozione del capitale sociale. La salute si promuove anche contrastando l'illegalita'''. I dati del dossier descrivono un Paese con un buon livello di salute: secondo gli ultimi dati del 2011, la speranza di vita alla nascita era di 84,6 anni per le donne e di 79,4 anni per gli uomini. Gli italiani, pero', non solo vivono piu' a lungo, ma la longevita' si accompagna anche a migliori condizioni di salute durante l'intero arco di vita, con meno disabilita' e meno malattie. Libera accerta che nonostante la pesante crisi economica, la spesa sanitaria totale e' ancora nettamente inferiore a quella dei paesi con livello di sviluppo simile al nostro: 9,3% del pil nel 2010 contro 11,6% in Francia e Germania. Quanto a risultati in termini di salute, i dati indicano che, in media, il sistema dei servizi e' in grado di intercettare i bisogni della popolazione e rispondere in maniera adeguata. Inoltre, il sistema sanitario e' anche un importante fonte di lavoro e di reddito: da noi, ci sono circa 4 medici ogni 1000 abitanti, in linea con la media dei paesi Ocse, mentre abbiamo circa 6 infermieri ogni 1000 abitanti, contro una media europea di 8. Ma il dossier affronta il mondo della sanita' anche da un altro punto di vista: quella dell'opacita', della trasparenza, dei conflitti di interesse, dell'illegalita', della corruzione, fino ai casi di infiltrazione mafiosa. La rete europea contro le frodi e la corruzione nel settore sanitario, si sottolinea, ha stimato che nel 2012 in Europa il 5,6% del budget per la sanita' e' assorbito dalla corruzione. In Italia le stime effettuate dalla sola GdF per il triennio 2010/2012 indicano 1,6 miliardi di euro di perdita erariale; e si tratta solo dei reati effettivamente accertati dalle forze dell'ordine.

Per la Corte dei conti, nel 2012 il comparto sanitario e' stato frequentemente oggetto dell'attivita' delle sezioni giurisdizionali e degli uffici di procura: il 2012 si e' concluso con 44 sentenze definitive 223 delle sezioni giurisdizionali di appello per un totale di circa 5 milioni di euro. Sono state inoltre emesse altre 139 sentenze di primo grado da parte delle sezioni giurisdizionali regionali, con risarcimenti per un importo complessivo di oltre 41 milioni di euro. Per quanto riguarda, infine, le infiltrazioni, secondo il dossier di Libera, della criminalita' organizzata, la sanita' e' oggetto di crescente attenzione da parte della mafia per le possibilita' di profitti illegali: ad oggi 4 aziende sanitarie sono state commissariate per infiltrazioni della criminalita' organizzata.

red/gc

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