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pubblicato il 29/lug/2013 12:11

Sanita': Irccs Mario Negri, rischi cardiovascolari con Trastuzubam

(ASCA) - Milano, 29 lug - In 2000 donne lombarde, affette da tumore della mammella in fase iniziale, trattate con Trastuzumab nella pratica clinica tra il 2006 e il 2009, le pazienti che hanno sviluppato almeno un problema cardiaco di gravita' tale da richiedere un'ospedalizzazione sono risultate pari al 2,6% del totale fino a raggiungere circa il 10% in pazienti con eta' superiore ai 70 anni. I risultati della ricerca pubblicata il 3 luglio su 'The Oncologist' suggeriscono che il profilo rischio/beneficio del trastuzumab vada sottoposto ad una piu' attenta valutazione, al fine di elaborare delle strategie atte a ridurre il rischio di eventi cardiotossici in particolari sottogruppi di pazienti, quali donne anziane con piu' di 70 anni e con fattori di rischio cardiovascolari.

Il Trastuzumab (Herceptin®), dal momento della sua approvazione, e' diventato lo standard terapeutico nel tumore della mammella HER2-positivo, dapprima per la malattia metastatica ed, in seguito, anche nelle fasi iniziali. Ampi studi sperimentali sul trastuzumab somministrato come terapia adiuvante a pazienti con tumore della mammella HER2-positivo minimamente invasivo hanno dimostrato un sensibile incremento di sopravvivenza complessiva e libera da malattia.

Poiche' gli studi sperimentali prediligono generalmente l'inclusione di popolazioni ''selezionate' piu' giovani e sane, lo studio si e' posto l'obiettivo di verificare la reale entita' degli eventi cardiotossici legati al trastuzumab nella pratica clinica in persone piu' anziane e affette da varie comorbidita'.

''Questo ampio studio - ha commentato Eva Negri, dell'Irccs Istituto di Ricerche Farmacologiche 'Mario Negri' di Milano - fornisce rilevanti ed esaustive informazioni sul profilo di sicurezza del trastuzuamb in merito alla cardiotossicita' in pazienti con tumore della mammella HER2-positivo in fase iniziale, dimostrando una sostanziale variabilita' nei diversi sottogruppi di pazienti. Eta' avanzata, superiore a 70 anni, e storia anamnestica di patologia cardiaca sembrano essere i principali predittori dell'insorgenza di cardiotossicita''.

com-fcz/lus

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