giovedì 19 gennaio | 23:00
pubblicato il 21/gen/2013 15:18

Sanita': Ginecologi SIGO, da anni denunciamo troppi parti cesarei

Sanita': Ginecologi SIGO, da anni denunciamo troppi parti cesarei

(ASCA) - Roma, 21 gen - ''In Italia troppi neonati vengono al mondo tramite parto cesareo. Per contrastare questo fenomeno e' fondamentale applicare la riforma dei punti nascita del 2010, che prevede la riorganizzazione su tutto il territorio nazionale dei reparti materno-infantili''. E' questo il monito lanciato dal Presidente della Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) Nicola Surico dopo la pubblicazione della ricerca dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS). Secondo l'ente del Ministero della Salute in Italia il 43% dei parti cesarei sarebbero ''ingiustificati'' e provocherebbero uno spreco di 85 milioni di euro. ''Noi ginecologi non vogliamo essere accusati di truffare il sistema sanitario nazionale - sottolinea con forza Surico -. La SIGO da anni denuncia l'eccessivo ricorso alla via chirurgica nei reparti materno-infantili. Bisogna partire dal dato oggettivo che la maggior parte dei cesarei inappropriati non e' legata alla professionalita' del singolo operatore ma a questioni di sistema oltre che organizzative dei reparti e alle modalita' dei rimborsi. Molte criticita' avvengo in strutture sanitarie private accreditate. Chiediamo quindi che la revisione delle tariffe Drg venga applicata a livello nazionale sia nel settore pubblico che privato. Questo provvedimento potrebbe ottenere risultati significativi sul contenimento delle nascite per via chirurgica. In sintesi bisogna riorganizzare l'intero sistema. Per questo chiediamo alle forze politiche, che vinceranno le prossime elezioni, di applicare immediatamente la riforma dei punti nascita del 2010 che prevedeva la chiusura di tutti i reparti che svolgono meno di 500 parti l'anno. Dopo due anni dobbiamo costatare con grande rammarico che gran parte di quei provvedimenti sono rimasti solo sulla carta''. L'indagine dell'AGENAS e' stata resa nota proprio prima di un incontro tra il Ministro della Salute Renato Balduzzi e i rappresentati dei ginecologi ed ostetrici. L'obiettivo del meeting era discutere dello sciopero del 12 febbraio, indetto dalle associazioni che rappresentano la neonatologia italiana. Tra le ragioni che hanno indotto i camici bianchi a sospendere il lavoro c'e' anche la questione del contenzioso medico legale. ''In Italia sprechiamo ogni anno 12-14 miliardi di euro per esami e terapie inutili che sanitario prescrive solo per il timore di una denuncia o causa legale - ricorda il Presidente SIGO -.

E' la cosi' detta 'medicina difensiva' che e' all'origine anche dell'oltre 30% dei tagli cesari effettuati ogni anno.

E' necessario prevedere l'obbligatorieta' della polizza assicurativa, da parte delle aziende sanitarie, ed un tetto ai risarcimenti. Per la realizzazione di questo provvedimento sara' necessario coinvolgere, oltre che al ministero della salute, anche il dicastero della giustizia in quanto le leggi italiane sono diverse da quelle negli Stati Uniti e quindi non e' facile attuare questa decisione''. ''L'incontro con il Ministro e' stato teso ma produttivo - aggiunge Surico -.

Cio' nonostante noi ginecologi incroceremo lo stesso le braccia per protestare contro la disastrosa situazione nella quale dobbiamo operare quotidianamente. Abbiamo deciso di proseguire nella nostra protesta non per difendere interessi particolari o di casta. Sciopereremo, anche e soprattutto, perche' sia garantita la totale sicurezza alle migliaia di madri che ogni giorno partoriscono nel nostro Paese''. red/mpd

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