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pubblicato il 10/apr/2013 16:00

Sanita': De Novellis (UNP), basta tagli al SSN

(ASCA) - Roma, 10 apr - ''In Italia la politica, da Tremonti a Monti, invece di dare forza al SSN, spalanca le porte al mercato assicurativo in sanita'. Si vorrebbero portare le lancette del sistema sanitario nazionale a prima del '78, dimenticando che le vecchie Mutue erano autentici carrozzoni, di scarsa qualita' e pieni di debiti''. Lo ha dichiarato il presidente della UNP, Antonio de Novellis, chiudendo il IV Congresso UNP a Sabaudia.

''Il Servizio Sanitario Nazionale - ha ricordato de Novellis - rimane una conquista fondamentale in termini di civilta' e di coesione sociale e non deve essere una congiuntura, per quanto molto sfavorevole come quella di oggi, a indurre a cedere alla logica dei tagli dei costi peggiorando solo la qualita' dei servizi: la vera sfida e' fare l'opposto''.

''Il pericolo e' che, in mancanza di un vero processo riformatore, si vada sempre piu' affermando una forma subdola, insidiosa e pericolosa di arrendevolezza verso un esito di insostenibilita', per avere poi la giustificazione politica a ridiscutere in peggio la sanita' pubblica sia come sistema tecnico funzionale che come apparato etico-politico''.

''E' in questo scenario che al sindacato spetta un maggiore impegno di responsabilita' che sappia declinare le rivendicazioni della categoria con le istanze di riforma, dimostrando vie alternative per la sostenibilita' del sistema sanita' e difendere il ruolo del pediatra''.

''Il pediatra di libera scelta e' una risorsa umana, in sanita' ha un ruolo complesso e non e' solo un tecnico, e' un autore la cui autorita' e' relativa a cio' che fa e a cio' che sa fare. A lui si attribuiscono non compiti ma impegni sulla base di un contratto che gli riconosce un corrispettivo economico per il lavoro che svolge e non e' quindi riconducibile ad un operatore dipendente. Retribuire compiti e' una cosa, retribuire impegni e' un'altra. Deve essere interesse della politica qualificare il pediatra creando le condizioni necessarie a partire dagli studi di medicina''. De Novellis ha auspicato un lavoro che, basato su dati certi, porti alla dimostrazione della infondatezza della ricetta avanzata per la riforma delle cure primarie e possa favorire una piattaforma rivendicativa piu' condivisa: ''Se ci sono sposeremo le idee migliori, non abbiamo pregiudizi nei confronti di nessuno, e non vorremmo che ce ne fossero nei nostri confronti''.

red/res

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