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pubblicato il 08/mag/2013 12:16

Sanita': Cittadinanzattiva, in Ue Italia ultima per risorse prevenzione

Sanita': Cittadinanzattiva, in Ue Italia ultima per risorse prevenzione

(ASCA) - Roma, 8 mag - A livello di Ue, l'Italia e' la nazione che destina meno risorse del Ssn alla prevenzione, ossia lo 0,5% rispetto al 2,9% della media dei paesi europei. Dato che si rispecchia, ad esempio, nel fatto che nel 2010 solo l'Umbria ha raggiunto l'obiettivo fissato dall'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) del 95% della copertura vaccinale nei bambini. E' quanto emerge nel Rapporto 2012 dell'Osservatorio civico sul federalismo in sanita' di Cittadinanzattiva, presentato oggi a Roma, secondo il quale in Italia ''la prevenzione vaccinale e' smentita nei fatti''. Sul versante vaccini - spiega una nota - il Piano nazionale 2012-2014 prevedeva, fra gli obiettivi delle regioni, la completa informatizzazione delle anagrafi vaccinali: ad oggi l'83% delle Usl si e' dotato di un registro informatizzato, ma solo 6 regioni (Valle d'Aosta, FVG, Umbria, Molise, Puglia e Basilicata) e le due province autonome di Trento e Bolzano hanno un software unico su tutto il territorio regionale; 7 regioni Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Campania) hanno software diversi nelle varie asl; le restanti regioni hanno alcune aree non informatizzate; unica eccezione in negativo e' la Calabria, dove non esiste alcun registro vaccinale informatizzato. Nelle 8 realta' a completa informatizzazione - evidenzia il rapporto - solo 5 regioni sono in grado di produrre una lista dei ritardi nella vaccinazione e sanno gestire i target ad alto rischio e solo 6, ad esempio, riescono a gestire lo stoccaggio dei vaccini. I dati dello studio fotografano come a livello di copertura vaccinale solo l'Umbria nel 2010 raggiunge l'obiettivo Oms del 95% (precisamente la regione e' al 95,4%) di copertura del vaccino Mpr (morbillo-parotite-rosolia) nei bambini a 24 mesi; poco al di sotto la Lombardia (94,67%, pur inflessione rispetto al 95% del 2009); 11 regioni si attestano o superano di poco il 90%; al di sotto del 90% Sicilia, Campania e Calabria. Il rapporto di Cittadinanzattiva evidenzia come anche le modalita' di coinvolgimento e responsabilizzazione della popolazione, in una ottica di consenso informato e adesione consapevole. Si va dai casi virtuosi di Toscana ed Emilia Romagna che hanno previsto anche modalita' di obiezione di coscienza dei genitori, al Veneto in cui e' stato superata l'obbligatorieta' della vaccinazione, a Lombardia, Piemonte e Sardegna in cui e' stata solo eliminata la sanzione amministrativa in caso di rifiuto delle vaccinazioni obbligatorie. Le altre regioni lasciano un po' al caso e al libero arbitrio dei genitori. Una nota, infine, sul nuovo vaccino gratuito dell'Hpv (papilloma virus): se nel 2007 si era fissato di raggiungere la copertura del 95% entro il 2012 alla luce delle difficolta' incontrate, il Piano nazionale del 2012-2014 ha abbassato l'obiettivo al 70% che a giugno dello scorso anno era quello massimo raggiunto dalle 8 regioni piu' virtuose (Valle d'Aosta, veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Molise, Basilicata, Puglia). com-stt

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