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pubblicato il 07/mag/2013 18:52

Sanita': Cisl medici a Congresso. Papotto, no a 20 sistemi regionali

Sanita': Cisl medici a Congresso. Papotto, no a 20 sistemi regionali

(ASCA) - Roma, 7 mag - E' tempo di cambiare marcia in Sanita', ''perche' i medici sono ormai sfiduciati di fronte all'inerzia dello Stato e vogliono recuperare il loro ruolo centrale nel Sistema Sanitario Nazionale, al servizio del cittadino e non 'massacrati' dalla burocratizzazione''.

Parola di Biagio Papotto, segretario nazionale della Cisl Medici, sindacato che domani apre a Roma il suo terzo Congresso Nazionale. I punti di svolta che Papotto proporra' all'assemblea sono non pochi e non banali: a cominciare, come sottolinea all'Asca, dal ''Federalismo Sanitario''. ''E' arrivato il tempo di rivedere la modifica del Titolo V della Costituzione in materia sanitaria - avverte - . Non e' piu' possibile avere 20 sistemi sanitari regionali autonomi'', e chiede il ritorno di un Ministero della Sanita' forte , ''allargandone le competenze e i poteri di intervento'', mentre il medico deve tornare al ''ruolo che gli compete, a tutela della salute del cittadino e della collettivita''', libero da vincoli e legami, ''per riconquistare quel rapporto di fiducia col paziente che si sta perdendo''. Stop al lavoro troppo burocratizzato, dunque, perche' il medico deve ''tornare a visitare i suoi pazienti e ad ascoltarli'', seguendo i dettami della Costituzione secondo la quale, ricorda, ''l'individuo, come cittadino, vanta nei confronti dello Stato, un vero e proprio diritto soggettivo alla tutela della propria salute. Eppure'', denuncia, oggi una sanita' ''pesantemente salassata'' dalla spending review e ''ridotta allo stremo'', e' esposta al rischio ''di non poter garantire risporse sufficienti alla salute della popolazione''. ''La sanita' non e' un bamcomat - ribadisce il segretario della Cisl Medici - non vogliamo piu' essere rapinati: medici e pazienti hanno gia' dato quanto dovevano dare''. E sara' il Congresso nazionale a dare le linee di indirizzo dell'azione del sindacato per i prossimi mesi perche', assicura Papotto, coniugare la domanda crescente di salute con la limitatezza delle risorse disponibili si puo': ''rinunciando alla politicizzazione della Sanita', restituendo al medico il suo ruolo centrale nel processo riformatore del SSN'', e ''programmando le attivita', eliminando sprechi e zone d'ombra, massimizzando l'efficacia gestionale'', senza dimenticare i contratti medici : ''Non possiamo non ricordare - chiosa Papotto - che siamo fermi al rinnovo contrattuale del 2009 e lo saremo forse fino al 2014. Nel contempo molti medici sono andati in pensione: chiederemo con forza lo sblocco del turn-over'', perche' ''tutto questo nuoce al buon funzionamento dell'attivita' sanitaria''.

mpd

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