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pubblicato il 22/ago/2014 12:00

Salvati 288 migranti nel Canale di Sicilia in poche ore

Un barcone si era incagliato difronte la costa siracusana

Salvati 288 migranti nel Canale di Sicilia in poche ore

Palermo, 22 ago. (askanews) - Per tutta la notte le motovedette e gli equipaggi della Guardia costiera sono stati impegnati nel Canale di Sicilia a soccorrere centinaia di migranti in difficoltà. Il primo allarme è scattato mercoledì, quando la centrale operativa di Roma ha ricevuto una richiesta di aiuto lanciata tramite telefono satellitare dagli occupanti di un barcone, che a causa del sovraffollamento navigava in precarie condizioni di sicurezza. Sul luogo, difronte le coste libiche,la Centrale Operativa di Roma ha dirottato la nave militare canadese "Toronto", in navigazione nelle vicinanze, che inizialmente non ha potuto effettuare il trasbordo dei migranti, a causa delle avverse condizioni del mare. La nave canadese ha provveduto comunque a fornire la necessaria assistenza ai migranti. Il barcone, con 200 persone a bordo, ha successivamente attraversato le acque di Malta, sotto la vigilanza delle autorità locali, prima di raggiungere il confine con le acque italiane dove, all'una della notte scorsa, a circa 130 miglia dalle coste della Sicilia, è stato raggiunto da 2 motovedette della Guardia costiera di Siracusa. Dopo aver proceduto al trasbordo degli occupanti, tra cui 39 donne e 79 minori, le motovedette hanno fatto rotta verso il porto di Pozzallo, dove sono arrivate questa mattina intorno alle 11. Sempre questa notte, in prossimità delle coste di Vendicari, vicino Siracusa, una segnalazione al 112 riferiva di un barcone incagliato a circa 2 miglia dalla riva. Sul posto sono state inviate la motovedetta Cp 832 da Siracusa e il battello GC B50 e la Cp 763 di Porto Palo. Giunte sul posto, le unità della Guardia costiera, nonostante l'oscurità e le difficili condizioni del mare, hanno tratto in salvo 88 migranti, di presunta nazionalità siriana, afgana e irachena, àtra cui 15 donne e 25 minori, molti dei quali in tenera età, tutti trasferiti nella vicina Marzamemi (Siracusa).

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